PIEDIMONTE MATESE, IL PM SIRIGNANO AGLI STUDENTI: “ATTENTI ALLE MAFIE STRANIERE, CANCRO DA ESTIRPARE”

Fortuna Natale| Piedimonte Matese – Lotta alle Mafie: riflessioni. Se ne è parlato venerdì 14 febbraio nell’aula magna dell’Istituto Tecnico Commerciale “V. De Franchis” di Piedimonte Matese diretto dalla dirigente scolastica Isabella Balducci. L’incontro, organizzato da Gianmarco Della Paolera e moderato dalla giornalista de “Il Mattino” Marilù Musto, ha visto i ragazzi dell’istituto coinvolti in un interessante confronto con i maggiori esponenti della lotta alle mafie, con l’intento di creare una vera cultura di lotta e prevenzione partendo proprio dalle giovani generazioni. Dopo i saluti istituzionali della dirigente scolastica Isabella Balducci e del consigliere provinciale Gianluigi Santillo, che ha proposto la cittadinanza onoraria per il sostituto procuratore nazionale antimafia Cesare Sirignano, la parola è passata ai tanti relatori presenti all’incontro.

Il sostituto procuratore nazionale antimafia Cesare Sirignano, parlando di lotta alle mafie ai ragazzi, ha ricordato di come la Campania, ed in particolare la provincia di Caserta, nel corso degli anni ha subìto una vera invasione del capitale mafioso penetrando di fatto nella pubblica amministrazione attraverso imprese e ditte appaltatrici, ditte che non essendo direttamente riconducibili alle organizzazioni criminali, ma ad esse collegate, hanno avuto ampio spazio di operatività. Il PM ha poi raccontato del suo forte legame con la città di Piedimonte, dove ha trascorso gli anni della sua adolescenza, e di come in passato la camorra, con i casalesi, abbia tentato di infiltrarsi nella rete pubblica e sociale di questo territorio, senza trovare, però, fertile terreno.

“La mafia è ovunque e questo è un dato di fatto” – ha detto ancora Sirignano – “In Italia tutte le regioni sono interessate dal fenomeno mafioso nel su complesso”, che “non è meno pericoloso dove si manifesta in silenzio”. “La ramificazione delle mafie – ha spiegato sempre Sirignano – è avvenuta attraverso gli investimenti” perché “lo scopo della criminalità organizzata non è il controllo del territorio ma l’arricchimento”. Compito delle istituzioni è quello, dunque “di intervenire preventivamente, rafforzando la resistenza civica con la consapevolezza che la mafia c’è, come forte è la presenza sul litorale domizio della mafia straniera”. Ha parlato poi della strage di Castelvolturno e della mafia nigeriana, diventata ormai una piaga sociale in questi territori già così tanto martorizzati dall’abbandono e dal degrado.Subito dopo la parola è passata al vice questore Nicola D’Aniello della Polizia di Stato che ha sottolineato agli studenti l’importanza dell’applicazione YouPol, una app della Polizia di Stato, operativa in tutte le provincie italiane, pensata per contrastare il fenomeno del bullismo e dello spaccio di stupefacenti, soprattutto tra i più giovani.Il vice questore ha ricordato anche come la Polizia di Stato è da sempre impegnata nella formazione civica dei ragazzi, coinvolgendo e responsabilizzando i giovani al miglioramento della vivibilità del loro territorio. Presenti all’incontro anche il vice comandante della Stazione dei Carabinieri di Piedimonte Matese, Pasquale Mariano, il luogotenente Vincenzo Spizzuoco della Guardia di Finanza e il dirigente regionale Antimo Maiello.

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