LA SANITA’ NON SERVE, ANZI SI

 Lorenzo Applauso|Questa pandemia, speriamo, ma non ne siamo proprio convinti, servirà anche a farci rendere conto quanto serve davvero la sanità in questo Paese. Finora, è stata tagliata e ritagliata come coriandoli a seconda di chi andava al governo: bisogna risparmiare! Era il grido unanime della soluzione. Gli infermieri non servivano, gli Oss nemmeno a parlarne, i medici dovevano essere CO.CO. CO, sigle strane, assurde e capaci di gettare solo confusione fra la gente e non far capire nulla a nessuno che tradotto in italiano, significa  medico a tempo determinato. Questo significa assumere persone senza stimoli, giustamente, perché all’orizzonte non vedono futuro professionale.

Assunzioni? Nemmeno a parlarne. Tutto bloccato, non ci sono soldi per cui il personale della sanità non serve a nulla. Serve, certo e se serve. Allora servono gli ospedali, i medici, gli infermieri  e il personale di pulizia? Solo oggi ci accorgiamo che la buona sanità è importante.

Questo non significa che nella sanità non ci siano stati sprechi e che non devono esserci tagli per evitarne altri.  Gli unici tagli che andrebbero fatti  subito, a nostro avviso, sono due in particolare : tagliare i politici che non servono a nulla, quelli che non sanno che cosa significa sanità, ovvero assessori e  ministri che dovrebbero gestirla senza competenze  e confondono la gastrite con la cistite e pure, sono due organi lontani. Allora  che cosa ci si puo’ aspettare? Quello che sta appena succedendo.

L’altro taglio che va fatto alla sanità, certo che va fatto, è quello degli sprechi che sono tanti: guardate il policlinico di Caserta che da anni marcisce in bella vista, dalla variante per Maddaloni, senza essere completato. Vergogna di proporzioni planetaria. Ora poteva servire? Certo che si.  Alla fine però, fateci caso: gli autori degli sprechi e di questi disastri, sono sempre loro: alcuni politici.

Le gare per attrezzature e materiali  facciamole fare all’esercito in tempi brevi e compriamo quello che serve veramente: intanto, una siringa a Pordenone e a Siracusa, deve avere lo stesso prezzo, cosi  come una flebo di acqua e sale quella che tutti chiamiamo fisiologica, non può costare 5 euro a sud e 1,50 a nord o al centro. Stessa cosa, gli stipendi che devono essere uguali per tutti, a nord e sud.

E’ ora di ribellarci, quando un consigliere regionale decide politicamente  di accentrare tutte le risorse e le strutture regionali in ospedali marci che sono pronti per cadere solo perché quell’ospedale dovrà diventare il suo serbatoio di voti.

E poi che cazzo significa numero chiuso nelle università per i medici. Se voglio fare il medico lo faccio. Se tutti alla fine diventiamo medici, peggio per me che non trovo lavoro. In un paese civile e democratico però, devo avere la libertà di scegliere la mia vita, la mia professione, il mio futuro. Oggi, ci sarebbe qualche medico in piu’ per combattere il coronavirus, ma tanto arrivano dalla Cina. Che vergogna! Conosco persone nate per fare il cardiologo o il neurologo perché lo hanno nel sangue, lo sognano da bambini e ora per colpa del numero chiuso sono costretti a fare l’infettivologo o il fisiatra. Ci fermiamo qui: se i grandi opinionisti, sociologi e uomini di cultura sono certi che dopo questa pandemia la nostra vita cambierà, ci crediamo un po’ anche noi, ma i primi a cambiare dobbiamo essere proprio noi quando entriamo nella cabina elettorale. Ce la faremo?

About Lorenzo Applauso (2012 Articles)
Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore e fondatore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: