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FESTA DEL PRIMO MAGGIO? NO UNA PANDEMIA: BALDASSARRE BORRELI SINDACALISTA DELL’U.C.I. LA RICORDA COSI

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Un primo maggio mai visto finora: impensabile sotto ogni aspetto. Il rag. Baldassare Borrelli dell’U.C.I. (Unione Coltivatori Italiani) è sotto tono e lo ricorda lo ricorsa cosi.“Ho sempre trascorso il primo maggio in piazza con i lavoratori e con i colleghi sindacalisti di tutta Italia. Quest’anno è stata una piazza diversa, nemmeno virtuale, ma la vicinanza morale ci sarà ugualmente e sempre presente. Il momento che viviamo è certamente storico e mai avremmo pensato che succedesse tutta questo, un momento non facile in special modo per il mondo del lavoro”.

  • Preoccupa molto vedere un deserto nelle strade e molte serrande chiuse?

“Certamente si. Si vedono troppe serrande chiuse, il settore dell’industria che arranca alla ripresa e non parlando poi della sanità che sta palesemente in affanno”.

  • Una festa da cancellare dalla nostra mente e in fretta per come è stata vissuta quest’anno?

“Non c’è nulla da festeggiare- dice Borrelli –  questa non è una festa ma è una pandemia. Tra un’ autocertificazione per congiunti e promesse da marinai a pagarne le pene le fasce più deboli, la cassa integrazione non è ancora erogata come pagamento, altrettanto le pensioni che dovevano essere portate a mille euro, hanno il sapore di campagna elettorale. Maggio  mese dei lavoratori e della Madonna appare quasi un miraggio, non ricordiamo quali siano le origini della festa di oggi ma certamente nasce per rivolgere lo sguardo a tutti quei dipendenti e autonomi, agricoltori e non, che sono rimasti vittime di questa grande epidemia e vedono messe a rischio le proprie condizioni di lavoro”.

  • Lei è ottimista per il futuro?

“ Ci rivedremo sicuramente presto con qualche speranza in più”.

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