RUBRICHE – ALTER EGO: L’”ALTRO” IO

*Antonio Cantelmo|L’Alter Ego, altrimenti tradotto “l’altro io”,  è quella seconda personalità che  ciascuno di noi vorrebbe avere, connotata da caratteristiche lontane dalle nostre e che ci piacerebbe magicamente possedere. Ogni persona tuttavia ne ha dentro di sé un’altra, solitamente poco esplorata o forse poco utilizzata, ma che rappresenta l’idea migliore che ha di sé stessa, una parte che sente risuonare dentro e con la quale le fantasie possono “sintonizzarsi” . Nelle relazioni, la conoscenza e l’affermazione della propria personalità è spesso terreno di lotta, non solo al confine interpersonale con l’altro, ma anche al confine con sé stessi, nel decidere e definire l’idea che di sé si vuole dare. Cosi si inizia a costruire nel tempo, quell’idea di sé, positiva e propositiva con cui identificarsi e da proporre  all’altro nella relazione. E’ un processo proiettivo, che porta a materializzare un altro sociale che idealizza il Sé intimo e privato. La nostra mente costruisce il suo supereroe, il suo Paperinik, che è l’Alter Ego di Paperino, quest’ultimo nipote pigro e sfaticato di Paperon de Paperoni, che di notte, indossato il costume, diviene un supereroe. Quale Paperinik, Mr. Hyde o Superman, ci presenterebbe meglio all’altro, di come la quotidianità spesso ci rappresenta ? Il personaggio è la proiezione delle nostre doti migliori. E’, in ultima analisi, la materializzazione del desiderio di vicinanza agli altri, già sapendo di piacere, e sicuri che non ci arriverà un rifiuto, almeno non all’Eroe. In generale è difficile da masticare il pensiero di non essere accettati dagli altri per quello che si è, un semplice Paperino. E, viceversa, quindi, per capire meglio l’altro nella relazione si può tenere conto anche dell’eroe che sceglie di presentarci, cogliendo il tentativo di seduzione, comprendendo cosa sceglie di comunicare di sé e quale idea della sua personalità ci sta offrendo. L’autorealizzazione del resto non è un concetto astratto, anzi è quanto mai reale e al tempo stesso sociale. Infatti,  la tendenza all’autorealizzazione si concretizza con la relazione. Il senso di realizzazione deriva dal sentirsi presi e compresi dall’altro nella propria interezza, avendo avuto l’opportunità di dispiegare tutte le sfumature delle propria personalità, comprese le idealizzazioni del sé: l’Alter Ego. Idealizzarsi e non alienarsi. Laddove l’idea di sé comprende ed attua la necessità di affermare anche il proprio Alter Ego. , mentre alienarsi da sé intende quel progressivo allontanarsi dal proprio sentire, non riuscendo a sintetizzare il divario tra ideale e reale. L’augurio, a chi legge questo sintetico articolo sull’Alter Ego, è che nella propria esistenza possa dispiegare al meglio quella sintesi di espressione creativa di sé e del proprio Alter Ego.

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Dott. Antonio Cantelmo (Psicologo Clinico – Psichiatra) – Dirigente Medico ASL Caserta, Socio della Società Italiana di Psichiatria – Pratella (CE) – 330/659140 – antonio.cantelmo@libero.it

Foto da Supernuovo

 

 

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