RITORNA IL CAFFE’, MA AL BANCO

Lorenzo Applauso| Tutti vi ricorderete la canzone  ‘Na tazzulella ‘e cafè  di Pino Daniele. Dopo la lunga ed estenuante quarantena per tutti noi, per colpa del coronavirus, dalla canzone, il caffè, la famosa “tazzulella”, da stamattina, diventa un gesto concreto come simbolo del ritorno alla “normalità”.

Quel caffè, tanto desiderato e amato è finalmente tornato ad incontrarci. Un rito che avevamo perso, purtroppo, perché costretti a prenderlo a casa dalle vecchie caffettiere  o quelle piu’ moderne tipo bar, tanto in voga. Ovviamente, inutile dire che si tratta di due sensazione diverse fra bar e casa. I bar hanno riaperto al caffè ma solo servito al banco. E’ già qualcosa. Niente servizio al tavolo. Ovviamente, non tutti hanno riaperto, i grandi, certamente no. Da Napoli, ad esempio, arriva notizia che il Gambrinus non ha aperto perché il loro forte è proprio il caffè servito. Ma queste sono scelte diverse dei commercianti.

Resta certo che il caffè è un rito per noi campani, si fa per dire, perché tutto il nostro Paese ama svegliarsi la mattina con la “tazzulella”, altrimenti che giornata sarebbe. Ma poi parlando di sensazioni è bene ricordare anche che il caffè è anche un modo per incontrarsi, sia pure fugacemente per darsi un appuntamento, per fare un affare ma anche semplicemente per dirsi buongiorno o per scambiare due chiacchiere fra amici. In fondo anche lo scrittore napoletano, Luciano De Crescenzo diceva: ”il caffè è una scusa”.

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