PIEDIMONTE, PROVE TECNICHE DI RIAPERTURA DEL CIRCOLO MATESE, MA È TUTTO MALEDETTAMENTE DIFFICILE

Emiddio Bianchi. Piedimonte Matese. Nel 1851 nasceva nell’allora Piedimonte d’Alife il “Circolo Matese”, il più antico della Regione e uno dei più antichi d’Italia. Nella sede di piazza Roma sono transitati e trascorso giornate serene, centinaia di piedimontesi. Mai una chiusura, neanche durante la guerra, prima dell’avvento del Coronavirus, circa tre mesi fa. Quelli che da anni, soprattutto persone di una certa età, erano abituati a farsi una partita a carte o a biliardo, leggere i giornali, o magari veder giocare la loro squadra del cuore, hanno dovuto cambiare radicalmente abitudini. Il Covid ha messo a rischio non solo la sopravvivenza delle persone ma anche quella del Circolo che però nella prossima settimana tenterà di riaprire i battenti. Tutto però sarà maledettamente complicato,  a cominciare dal fattore economico. Gli introiti praticamente nulli di questi mesi a stento andranno a coprire le spese, a cominciare dall’affitto del locale, perché di aiuti non se ne parla nemmeno. E poi la sicurezza delle persone, in gran parte fragili per via dell’età di molti soci: dal termoscanner ai disinfettanti, dal distanziamento alle mascherine anche durante una partita a scopa…. “Ma il Circolo Matese non morirà, neppure dopo il passaggio del Coronavirus”. Questo è il messaggio a cui dovranno far riferimento tutti quelli che lo hanno a cuore.

 

 

 

 

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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