LA FINE DELLE LEZIONI NELL’ANNO SCOLASTICO DELLA PANDEMIA, IL SALUTO DELLA PROF.

Redazione. Anna Rita Zulla. Ciao ragazzi dell’anno della pandemia. L’anno della scuola a metà, l’anno dei libri lasciati sotto al banco, dei bigliettini preparati per l’interrogazione del lunedi’, messi da parte nel cassettino della cattedra.
L’ anno scolastico bizzarro, l’anno inaspettato, l’anno che ci ha resi fragili e forti. L’anno, quello da non dimenticare. Cari ragazzi non vi ho più incontrato.
Non vi ho piu ‘ incontrato alla prima ora del mercoledì, quando aspettavo che ognuno di voi prendesse posto lentamente e confusamente come solo gli adolescenti sanno fare. Non vi ho più incontrato nelle scale dell’istituto in quel “ciao prof” e io vi ricambiavo con un sorriso. Non vi ho piu ‘incontrato all’ultima ora del giovedì, quando alla pausa mangiavate di tutto perché “ sa prof. arrivo tardi a casa”. Non vi ho più incontrato quando il sole a maggio ci permetteva di fare lezione con la finestra aperta. Un anno strano, un anno diverso, un anno a distanza. Ed anche quest’anno è già finito.  Ho parlato con alcuni di voi online in questi giorni…mi sono presa del tempo per capire, per capire se giudicarvi dalla connessione lenta che andava e veniva, o dal vostro viso. Voi, chiamati alla prova più grande: la distanza. Divisi, allontanati, reclusi da un giorno
all’altro, chiusi in casa col corpo ma non col cuore. Ed e’ li’ che siamo rinati, quando abbiamo aperto la finestra alla vita, dando il meglio di noi, quando ci siamo portati la scuola alla prima ora in camera nostra. Vi ho visto e vi ho sentito vivi, vivi in un messaggio di speranza, vivi in una canzone che vi teneva compagnia, vivi nel studiare l’audiolezione con le cuffiette. Vivi ed impegnati. E questo conta. Con voi ho vissuto anche io. Un anno difficile ma un anno di giorni iniziati con il sole, quando presi dal programma scolastico, da Dante,da “ domani compito in classe”, da “puoi mettere via il cellulare?”, dal “fai silenzio, non copiare, ce l’hai la giustifica?”, non sapevamo che saremmo diventati da li’a poco, i protagonisti delle mascherine, quelle che ci coprono le
labbra ma gli occhi no. Quelli no. Ci portiamo tutti a casa una grande lezione divita, ci portiamo la forza dei sorrisi, ci portiamo i “non ce la faccio” trasformati in vittorie, ci portiamo i “nulla ci ferma”, gli “andrà tutto bene “,
la dad, le email istituzionali, e classroom, e meet. Ci portiamo l’anno che ci ha resi diversi, che ci ha tolto le paure facendocele prima vivere. Ma la vita va oltre, oltre le prove, oltre gli ostacoli. Siamo stati creati con amore per l’Amore
e all’Amore dobbiamo tendere. Nulla più. Vi lascio da fare per le vacanze il compito piu’ grande: Amare, vivere e sorridere dei guai, come diceva un cantante, anche quando pensi di non farcela e alla fine ce la fai sempre. A scuola, a casa, con gli amici e con i nemici, con i prof simpatici e quelli meno.
Buona vita cari miei studenti dell’anno della pandemia :non mollate mai.
Il mondo ha bisogno di ognuno di voi, nessuno escluso. Io non vi dimenticherò.
La vostra prof..

 

About Emiddio Bianchi (3173 Articles)
Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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