SAN GREGORIO MATESE, DI CORSA FINO A SAN GIOVANNI ROTONDO, ROBERTO BOIANO MEDITA UN’ALTRA IMPRESA DA GUINNESS

Emiddio Bianchi. San Gregorio Matese. Da San Gregorio Matese alla tomba di Padre Pio, a San Giovanni Rotondo. Nella testa e soprattutto nelle gambe di Roberto Boiano c’è questa nuova idea di poco più di duecento chilometri, per lui una passeggiata, tanto per sgranchirsi le ossa dopo il riposo forzato. Era dalla fine di gennaio che l’ultramaratoneta matesino era costretto in casa, peraltro non potendo neppure lavorare nel suo negozio di parrucchiere per via delle restrizioni. Reduce dalla 135 miglia in Amazzonia, Boiano era riuscito a rientrare dal Brasile poco prima del diffondersi del coronavirus, giusto in tempo per tornare fra le sue montagne. Poi il lungo stop. “Vorrei farmi una corsa fino a San Giovanni Rotondo – ci ha detto- perché in questo periodo ho dovuto saltare diverse ultramaratone e non mi posso permettere di restare ancora fermo”. Una “corsetta” che gli richiederà poco più di una giornata, nonostante la ruggine nelle articolazioni, per lui che ha un record incredibile di 33 ore in 230 chilometri, il tempo che ha impiegato per fare il giro completo del lago Balaton, in Ungheria. Dal Canyon della Morte negli USA alla muraglia cinese, dai deserti africani alle ultramaratone in giro per il mondo, Boiano vuole riprendere la sua corsa. La pandemia lo costringerà molto probabilmente a ridurre i suoi spostamenti. La speranza è che si faccia avanti almeno uno sponsor che gli garantisca di poter proseguire in questa sua passione. Un uomo da Guinness come lui lo meriterebbe, di corsa ovviamente.

 

 

 

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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