CASERTA, “QUI NON SI FESTEGGIA PER LA VITTORIA DEL NAPOLI”, SCATTA UNA ODIOSA RISSA CONTRO I TIFOSI PARTENOPEI

Redazione. Caserta. Antica ruggine, manco se Napoli fosse situata nel profondo nord, nei pressi di Milano o di Torino. È successo a Caserta, dove i “settentrionali” della città della Reggia non hanno gradito che i tanti tifosi del Napoli festeggiassero la vittoria della squadra partenopea in coppa Italia, contro la corazzata Juventus. Tifosi a strisce verticali hanno inveito contro chi, giustamente, manifestava la propria felicità nei pressi del monumento ai caduti. Assalti criminali e botte da orbi che non meritano alcuna giustificazione, soprattutto se vengono da coloro che, pur essendo campani, manifestano la propria fede calcistica per squadre del nord, non arrivando a credere che a volte, la squadra della propria Regione possa, una volta tanto, riuscire a compiere una storica impresa.

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

1 Comment on CASERTA, “QUI NON SI FESTEGGIA PER LA VITTORIA DEL NAPOLI”, SCATTA UNA ODIOSA RISSA CONTRO I TIFOSI PARTENOPEI

  1. La testa nel pallone // 19 Giugno 2020 a 12:09 // Rispondi

    C’era da aspettarselo. Quello che è successo a Caserta e ancor più quello che è successo a Napoli è di una irresponsabilità inaudita. Sia ben chiaro, la stessa cosa sarebbe potuta succedere a Torino, a Milano, a Roma, perché i tifosi di calcio hanno per natura il sangue caldo e la mancanza di controllo nel proprio DNA.
    Siamo stati più di due mesi chiusi in casa e questi scriteriati ci vogliono far ritornare nell’incubo. Migliaia di persone addossate l’una all’altra a gridare e a “sputarsi” addosso. La politica campana non si pronuncia, e se qualcuno lo fa lo fa timidamente, e per giustificare l’accaduto…perché tra poco si vota. IPOCRITI!
    Se il calcio ci deve far vedere queste scene, alla faccia di quelli che portano le mascherine e si attengono alle regole, è bene che il calcio si fermi ancora una volta. Io, in via precauzionale, non avrei fatto disputare nessuna finale. Speriamo che in Campania i sacrifici finora fatti non vengano vanificati.
    Ognuno è libero di correre con la propria auto, ma se si schianta da solo, allora è un suicida. Ma se va addosso ad una povera famiglia o ad un altro, allora è un omicida.
    Questi tifosi, con il loro comportamento, hanno dimostrato di fottersene delle conseguenze sugli altri osservanti, e questo è egoismo.

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