RUBRICHE- LO PSICODRAMMA

*Antonio Cantelmo| Lo psicodramma ha origine nel 1921 con Jacob Levi Moreno, psichiatra di origine romena che nella Vienna degli anni venti, scopre l’efficacia che ha per la persona la rappresentazione scenica del suo “vissuto” passato, presente e futuro. Tale messa in scena permette di avviare, in un contesto protetto e rassicurante, un dialogo percepibile, attivo e costruttivo fra i diversi aspetti della propria vita. La persona giunge cosi ad un più alto livello di coscienza di sé e di fiducia, e può accedere a modi maggiormente spontanei e creativi nel relazionarsi a sé e agli altri. Moreno, sentiva contestualmente gli stimoli provenienti dalla sperimentazione teatrale, dall’interesse per la clinica e la psicopatologie, non ultima, una forte motivazione al cambiamento sociale e alla difesa dei più deboli. Queste quattro differenti prospettive (filosofico-ideale, teatrale, clinica e sociale) sono gli elementi fondamentali dello psicodramma. Esso altro non è se non un metodo d’approccio psicologico che consente alla persona di esprimere, attraverso la messa in atto sulla scena, le diverse dimensioni della sua vita e di stabilire dei collegamenti costruttivi fra di esse. Lo psicodramma facilita, grazie alla rappresentazione scenica, lo stabilirsi di un intreccio più armonico tra le esigenze intrapsichiche e le richieste della realtà e porta alla riscoperta e alla valorizzazione della propria spontaneità e creatività. Viene realizzato raccogliendo diversi pazienti in un locale, con uno o due terapeuti. Ognuno, davanti agli altri, recita una parte, rappresenta un personaggio, che può essere sé stesso o un’altra persona ed espone cosi un’esperienza dolorosa, un conflitto, un rapporto difficile, un episodio che ha procurato sofferenza. La persona è messa in condizione di risperimentare delle situazioni piuttosto che di raccontarle. La persona può parlare con le diverse parti di sé, parlare con le diverse persone della propria vita (ora interiorizzante), piuttosto che parlare di esse. Le sessioni di psicodramma possono essere finalizzate alla crescita personale (quando la partecipazione al  lavoro psicodrammatico sia essenzialmente orientata alla conoscenza di sé e all’armonizzazione delle esigenze interne alla persona con le richieste della realtà) o alla formazione professionale (quando la partecipazione al lavoro psicodrammatico sia orientata primariamente ad acquisire una maggiore competenza nel gestire professionalmente le relazioni interpersonali). Lo psicodramma è dunque un metodo di sviluppo personale basato essenzialmente sulla “messa in azione” dei contenuti del mondo interno. Nello psicodramma la persona “gioca” concretizzando sulla scena le sue rappresentazioni mentali. Questo approccio teso a migliorare le relazioni interpersonali consente, grazie all’utilizzo di diverse tecniche proprie della metodologia d’azione (inversione di ruolo, doppio specchio, soliloquio, sociometria…), lo sblocco di situazioni interiori cristallizzate e ripetitive, la soluzione di problemi e di situazioni di crisi , la ricerca e la scoperta di opzioni alternative rispettose di sé e dell’altro…Con questo metodo la persona può, grazie allo sviluppo di un dialogo attivo, imboccare la via di un cambiamento che conduce all’autonomia e alla spontaneità creativa.

* Dott. Antonio Cantelmo: Medico-Chirurgo, Specialista in Psicologia Clinica e Psichiatria, Dirigente Medico UOC Medicina Generale e Pronto Soccorso ASL Caserta, Socio della Società Italiana di Psichiatria – Pratella (CE)   antonio.cantelmo@libero.it – 330/659140.

 

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