PIEDIMONTE MATESE-ALIFE-SAN POTITO SANNITICO, RISCHIO CONCRETO DI UN FOCOLAIO DI CORONAVIRUS, PREOCCUPANTE AUMENTO DEL NUMERO DEI CONTAGIATI

Emiddio Bianchi. Quello che fino ad oggi sembrava un lontano rischio, potrebbe divenire realtà dopo l’esito dei numerosi tamponi a cui si stanno sottoponendo le persone venute a contatto con i nuovi positivi dell’area matesina. Il Coronavirus non è morto e l’incubo di chiusure, magari parziali, è concreto, se verranno confermate le pessimistiche previsioni, dovute spesso a comportamenti irresponsabili. Il report è quello diffuso pochi minuti fa dalla ASL di Caserta e nonostante non siano state conteggiate le decine di tamponi effettuati negli ultimi giorni, dimostra chiaramente che nelle ultime ore ben cinque nuovi casi di positività sono stati riscontrati fra Piedimonte Matese, Alife e San Potito Sannitico, in un’area racchiusa in pochissimi chilometri. Da queste parti i cluster potrebbero essere due, uno da far risalire al focolaio iniziale di Roccamonfina e l’altro, che desta maggiori preoccupazioni, perché scoperto su alcuni ritorni di vacanzieri dalla Sardegna che potrebbero aver innescato un pericoloso focolaio prima dell’esito del tampone. Intanto cresce la preoccupazione fra quanti hanno già sopportato un duro lockdown. Sono in tanti quelli che hanno rimesso la mascherina anche all’aperto e che ricominciano a guardare con sospetto le persone nelle vicinanze. Per quanto ci riguarda, ci atterremo esclusivamente alle notizie ufficiali, fornite dalla ASL di Caserta o dai comuni interessati, evitando di dare ai numerosi curiosi che ce lo chiedono, i nominativi delle persone che hanno contratto il virus.

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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