RUBRICA DI STORIA – ALIFE, ALIFANI…  ECC. ECC. DIVAGANDO SU DI UN MODO DI DIRE

 Rosario Di Lello| Intendo premettere che, da parte mia, Alife e gli Alifani, tutti, godono di stima massima e incondizionata, tanto, fra l’altro, per le meritevoli testimonianze che la Storia fornisce al riguardo, quanto per il considerevole numero degli ottimi amici che ho da quando, nel 1945, frequentai la scuola media del San Tommaso d’Aquino in Piedimonte d’Alife, oggi Piedimonte Matese (CE).

E vengo al tema: in Alife e nei paesi finitimi risulta oltremodo conosciuto, a dir poco da una settantina d’anni, rammento, l’espressione: “Alife, Alifani, alifessi, femm’ne bbone e omm’ni fessi”. Questa locuzione ha trovato popolare conferma in un volumetto di 75 pagine, pubblicato oltre cinque anni or sono e attinente a proverbi, filastrocche, modi di dire, canzoncine, soprannomi, ed altro, nel dialetto alifano. (1)

Al fine di scoprire almeno un indizio sulle origini, cioè su chi, perché e quando l’abbia coniato, ho riconsultato testi, di autori degli Evi Antico, Medio e Moderno, concernenti storia e folklore, locali e no, ma senza risultato alcuno: ho rinvenuto soltanto un articolo relativo, però in generale, al citato volumetto. (2)

Ho svolto anche una indagine sul campo; da essa è risultata solamente la notorietà dell’adagio in questione, null’altro. Nell’ultima intervista al riguardo, domenica, 09/8/2020, dalle ore 11,30 alle 12,45, in Piedimonte, da Piazza Roma a Piazza Carmine con sosta su di una panchina, chiacchierando sull’argomento, con l’amico A.V., alifano e, come me, ma non altrettanto, avanti negli anni essendo nato nel 1942, ho riflettuto, sollecitato dall’età, sul come un modo di dire tradizionale e in dialetto possa indurre a divagare in merito e perfino a considerare l’origine dell’essere umano in testi sacri. Vediamo.

   Come tutti sanno, il termine buono indica, in breve, chi possiede le qualità per il proprio fine, ma anche buona donna in senso dispregiativo; fesso è, invece e tra l’altro, espressione plebea nel significato di sciocco, imbecille; (3) inoltre, bona, in dialetto campano, riferito a femmina  ha pure il significato di donna bene in carne e appetitosa; (4) pertanto ho avanzato l’ipotesi che a comporre quella frase non sia stato, è ovvio, un alifano ma, è plausibile, a cagione di un torto ricevuto o per una insulsa spiritosaggine, qualcuno –o qualcuna ?– non proprio estimatore della città e degli alifani di sesso maschile; non solo, per mettere ancor più in cattiva luce tutti gli uomini, ha attribuito a tutte le femmine il termine bona, da intendere non dal fisico piacevole bensì il contrario di fesso.

Se non che, l’amico interlocutore ha obiettato: <<Il termine bona è da interpretare come femmina dal fisico piacevole ecc., e non come intelligente, perché, se ben ricordo, dalla Bibbia risulta che la donna è stata creata non già con un pezzo di cervello bensì con  una costola>>.

E difatti, ho ribadito, più nel particolare, che come riferisce la Genesi, “Il Signore Dio plasmò l’uomo dal fango della terra, gli soffiò in faccia e lo fece anima vivente” poi “gli permise di mangiare il frutto di tutte le piante, ma non dell’albero della scienza”. Quindi “gli mandò il sonno e, mentre dormiva, gli tolse una costola, la riempi di carne e diede forma alla donna”, ragion per cui, il dormiente, ridestatosi asserì che quella era “carne” –ripeto: carne– “della sua carne” –Gn 2, 16-17 e 21-23–; dunque, in vero, il fisico della donna, oltretutto piacevole, aveva avuto origine da una costola, non proprio dal cervello dell’uomo.

Proseguendo, però, nel ricordo del Vecchio Testamento sono stato sollecitato ad un’altra osservazione in merito, sempre nello specifico, alla donna e all’uomo biblici, ma anche ad Alife e agli Alifani, nonché alla mia precedente ipotesi.

Quanto al cervello, infatti, l’obiezione dell’amico A.V. potrebbe esser valida se non si considerasse un passo successivo che spinge a chiederci: <<Ma la donna cervello ne aveva? e l’uomo?>> E si, perché, più nel dettaglio, la Genesi, dopo aver narrato che il Signore Dio proibì di mangiare il frutto dell’albero della scienza, dice che, invece, “la donna, al fine di acquistare saggezza, ne mangiò e poi ne diede al suo uomo che ne mangiò” –Gn 3, 1-7–, non specificandone la ragione, ma è evidente perché, sedotto è probabile, il suo cervello aveva dimenticato o trascurato il divieto dell’Onnipotente. E allora?

Dopo l’episodio descritto, circa la creazione dei primi due esseri umani, la Bibbia ha dimostrato  che  non tutte le donne furono buone, comunque lo si intenda, al pari di Eva, né tutti gli uomini stolti, così come Adamo; del resto, altrettanto, si verifica ancora oggi.

Dunque, rimango dell’idea iniziale sul significato dei due termini attribuiti; non solo: se l’autore –o l’autrice?– del modo di dire in questione avesse specificato “[…] certe femmene … e (o ma) certi uommini …”, non avrebbe detto nulla di speciale, se si  tiene conto che nella realtà quotidiana di ogni paese non tutte le donne né tutti gli uomini risultano così così come sono stati definiti; pertanto, si arguisce che spinto/a da un sentimento particolare, avrà voluto sottolineare, decisamente, per gli Alifani, una qualità a favore di tutte femmine e un difetto, opposto, a carico di tutti i maschi.

V’è da concludere, perciò, che l’autore o l’autrice, anonimi e non del luogo, sono certamente da ritenere offensivi e da annoverare tra le persone non proprio intelligenti.

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1- Cfr. L. Di Lullo e Forum dei Giovani di Alife,  a c. d., Sei di Alife se… Alife, Alifani, Alifessi, s.l., 2014, p. 3, n. 36.  2- Cfr. M, Sasso, “Sei di Alife se …” Il noto gruppo facebook cittadino diventa un libro, in “Clarus”, Diocesi di Alife-Caiazzo  15 dicembre 2014.   3- Cfr. B. Migliorini, Vocabolario della lingua italiana, Torino, Paravia, 1965, pp. 191-192, 485. 4- R. Andreoli, Vocabolario Napoletano Italiano, Torino, 1887-Napoli, Berisio, 1966, p. 60).

 

About Lorenzo Applauso (2009 Articles)
Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore e fondatore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

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