PIEDIMONTE MATESE/ALIFE, INCREDIBILE SCOPERTA ARCHEOLOGICA SULLA EX STATALE 158, RINVENUTA UNA NECROPOLI DI EPOCA PRE-ROMANA

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Emiddio Bianchi. Una incredibile scoperta archeologica durante i lavori sulla ex statale 158 che unisce Piedimonte Matese ad Alife. Proprio a metà strada fra le due città, dove attualmente un semaforo disciplina il traffico a senso unico alternato, è stata rinvenuta una necropoli che pare risalga addirittura ad un’epoca antecedente alla antica Roma, quindi addirittura anteriore alla fondazione di Alliphae. Attualmente, un funzionario della Soprintendenza ai Beni Culturali si trova costantemente sul posto per garantire che nulla possa essere compromesso nel corso dei lavori stradali. Pare si tratti di una necropoli di grandi dimensioni, che abbraccia entrambe le aree adiacenti la strada. Durante gli scavi sarebbero già stati recuperati oggetti e vasellame di un inestimabile interesse storico. L’area in questione si conferma sempre ricca dal punto di vista archeologico e non sono esclusi altri importanti ritrovamenti nel corso dei lavori. Le necropoli erano i luoghi dove venivano seppelliti i nostri lontani antenati, insieme ai loro oggetti personali. Nulla si può prevedere su cosa succederà dopo la scoperta di quella lungo la “pioppiata”.

 

 

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

2 Comments on PIEDIMONTE MATESE/ALIFE, INCREDIBILE SCOPERTA ARCHEOLOGICA SULLA EX STATALE 158, RINVENUTA UNA NECROPOLI DI EPOCA PRE-ROMANA

  1. Buonasera sicuramente i lavori sono sospesi, purtroppo l area interessata è ricca solo dal punto di vista archeologico il resto c’è solo povertà

  2. Per essere piu’ antica di Alife dovremmo avere testimonianze che vanno oltre il VI secolo, cioe’ testimonianze piu’ antiche delle italiche ritrovate nella necropoli di Croce di S. Maria ovvero area compresa tra il Fusaro e la Forma. Potrebbe trattarsi di Alife che si estendeva dalle falde di Conca d’Oro fino all’odierno S. Vittore coprendo quell’area appunto chiamata poi Arci (fortezza)

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