LA GIUNTA REGIONALE E I POTERI TAUMATURGICI DI DE LUCA

Caserta . Giunta regionale e virus: De Luca prepara il lokdown. Le nomine lampo anticipano la chiusura della Regione Campania oramai campo di attacco del Covid, per mesi tenuto a distanza dalle rigide politiche di contenimento. L’emergenza imminente, di far fronte alla minaccia di una pandemia tutta campana,  ha semplificato la decisione relativa anche ai nomi da individuare per le deleghe assessoriali. Così l’accelerazione ha prodotto una giunta che, nella sua genesi, ha previsto l’equilibrio con il PD, il rispetto del patto con Renzi  ( Caputo assessore all’agricoltura), la riconferma dell’accordo con i vecchi centristi democristiani, la continuità nel metodo di lavoro con la riconferma di alcuni assessori e la presenza di un referente del listone deluchiano. La giunta, pertanto, oscilla tra equilibrismo politico e formalità burocratica. L’emergenza ha relegato la giunta a semplice strumento di lavoro perdendo, di fatto, rappresentatività e peso politico. De Luca è il presidentissimo, e la giunta un organismo deliberativo rispondente alle esigenze legate  all’accelerazione del processo decisionale. Esecutivo di servizio e di lavoro tecnico, con potenzialità positive rispetto alle richieste di seguire il decisionismo presidenziale  Ordinanze per il covid, delibere per l’operatività amministrativa al fine di creare efficienza nel rapporto tra spesa ed enti locali. Su tutto primeggia la figura taumaturgica del governatore  al quale, i campani, pare  abbiano affidato più che un mandato. Infatti chiara è la richiesta di  protezione come ad un novello San Gennaro.

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