FC MATESE, IL PERCHÉ DEL MOMENTO NO: REGA TIENI DURO, LA COLPA DELLE SCONFITTE VA EQUAMENTE DISTRIBUITA

Emiddio Bianchi. Piedimonte Matese. L’avventura della serie D a Piedimonte Matese già comincia a vacillare. Dopo la vittoria all’esordio di Agnone che aveva fatto ben sperare, favorita però dalla inconsistenza della formazione molisana, i deludenti risultati delle partite successive, quattro sconfitte su quattro, hanno mandato su tutte le furie il presidente del Matese. Rega, senza fare nomi e assumendosi in prima persona tutte le responsabilità, ma con titolari delle sue invettive facilmente intuibili, ha avuto parole di fuoco sia dopo Campobasso che ieri al termine della partita col Castelfidardo, quando la sua squadra ha nuovamente deluso le aspettative dei pochi tifosi presenti allo stadio per via del covid e dei tanti che la seguivano in streaming, sperando una rinascita del bel gioco e dei risultati. Niente di tutto questo, anzi. È inutile nascondersi dietro un dito, il Matese in questo momento non va e il presidente, da buon padre di famiglia, seppure giovanissimo, ha pensato di assumersi tutte le responsabilità della situazione anche se a nostro parere i risultati negativi del Matese, venuti fortunatamente quando ci sono tutti i presupposti per risalire in classifica, vanno equamente divisi fra tutti coloro che hanno in mano le sorti della squadra. Detto del presidente, lasciato quasi da solo a dirigere la baracca in questa delicata fase del campionato, gli acquisti molto onerosi e di grido con cui sono stati praticamente rinnovati gli organici delle neo promosse Vairano e Piedimonte non stanno rispondendo tutti positivamente alle attese di Corrado Urbano. Cominciamo dai portieri. Kuzmanovic e Bruno sono giovani di talento che però devono dimostrare sul campo di valere la categoria. Al momento non l’hanno fatto, il primo per essersi già preso quattro giornate di squalifica, il secondo per non aver sostituito degnamente il titolare. La difesa si avvale di un paio di under sulle fasce, Delicato e Setola, e di un paio di marpioni centrali come Russo e Albanese, oltre a Riccio che può ricoprire più ruoli. Se le disattenzioni difensive dei due giovani potrebbero anche essere giustificabili per via della giovane età, i due pilastri centrali dovrebbero garantire una migliore copertura. Il cruccio del centrocampo è evidente: manca un giocatore da cui poter innescare il gioco. Di Lullo e Costantino, volitivo ma molto rissoso, sono due incontristi e non ispiratori di gioco. Per questo Urbano aveva dato il via libera all’acquisto di Barone, il classico direttore d’orchestra che però dopo il primo allenamento già sta facendo i conti con ecografie e risonanze magnetiche. Da queste parti non l’hanno presa certo bene, augurandosi che Aversa non l’abbia lasciato andare proprio per motivi fisici. Infine l’attacco. I gol venuti alla prima giornata da Abreu e Negro sono un lontano ricordo perché il portoghese non riesce più ad incidere in area avversaria, anche perché poco e male servito e Negro sembra un lontano parente del goleador tanto atteso. Tutto sbagliato e tutto da rifare? Assolutamente no, perché i giocatori ci sono e lo racconta il passato di ognuno di loro. Sta ad Urbano, da allenatore navigato, sbrogliare l’intrigato bandolo della matassa anche perché nessuno di questi giocatori è venuto a Piedimonte senza il suo parere favorevole. Se si dovranno fare scelte dolorose è bene che si facciano subito anche perché non è accettabile che qualcuno possa essere venuto da queste parti per garantirsi soltanto l’ingaggio. Lo sfogo del presidente è giustificabile ma adesso è l’ora per tutti di rimboccarsi le maniche e non di rompere il giocattolo. Rega, da ottimo imprenditore,  queste cose le conosce alla perfezione e non lascerà nulla intentato per rilanciare fin dalla prossima settimana la creatura che ha fortemente voluto.

 

 

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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