SOCIOLOGIA- CARA DOTTORESSA, ALLE MIE FIGLIE MANCA LA SCUOLA IN PRESENZA, COSA PENSA LEI DELLA DAD

Gentile Dott.ssa, sono Paola e Le scrivo a nome delle mie due figlie Emma 9 anni e Anna 12, che continuamente mi chiedono se la Dad ha sostituito la scuola. La vivono male, le manca la classe e poi lamentano di non riuscire a stare attente e a  seguire bene la lezione. Sono preoccupata. La domanda la pongono a Lei, cosa ne pensa?

Grazie

—————————————————————————-

* Roberta Marra|Gentile Sig. Paola, ci sarebbe molto da dire.  E’ una tematica delicata, soprattutto perché ancora non ben definita. Mi dispiace constatare sempre piu’ spesso il malessere, comprensibile dei tanti adolescenti. Spero di riuscire ad essere sintetica, esaustiva ma soprattutto obiettiva, nel darLe il mio punto di vista.La didattica a distanza nell’ acronimo Dad, sperimentata in questi mesi ha certamente dimostrato che è possibile fare scuola in modo diverso; l’innovazione digitale a supporto di nuovi canali educativi pedagogici.  Inizierei col dire che è stato un esperimento e che aldilà dei molteplici e condivisibili punti di vista, che echeggiano da mesi, è opportuno non considerarla  equiparabile alla scuola in presenza; in quanto l’apprendimento si crea nella cooperazione, nell’emozione del gruppo di pari, nei piccoli rituali della socialità. È impensabile che stare ore davanti ad un pc si possa apprendere quanto le capacità cognitive del singolo soggetto consentirebbero. Inoltre, per quanto innovativa, la Dad, non è certamente inclusiva dal punto di vista delle fasce deboli. Non si pensi, pertanto, di poterla sostituire alla didattica in presenza, farlo vorrebbe dire avere una presunzione intellettuale del sapere a danno di un’intera generazione. Ci sono dei limiti a volte trascurati nell’analisi della funzionalità della didattica a distanza, come: l’isolamento, la solitudine ma anche il limitato contatto visivo che nella comunicazione scolastica è necessario, quanto fondamentale, soprattutto in quella speciale del sostegno. E il problema della connessione internet ancora non del tutto scontata nel nostro paese è un’ altra interferenza non di poco conto a discapito della dad.Ovviamente ci sono cose positive che abbiamo appreso in questi mesi, ad esempio considerare la resilienza come qualcosa di innovativo.

L’ esperimento, oltremodo, è in parte riuscito grazie  all’impegno di tutti, ma soprattutto per necessità a causa del virus. Ma che sia impensabile privare i giovani studenti e i bambini della libertà emotiva più intensa della loro vita, spero sia chiaro al ministero della pubblica istruzione. La socialità è l’integrazione emotiva per eccellenza a mio avviso, insostituibile. È opportuno sottolineare che lo sviluppo interiore dell’individuo avvenire negli anni della scuola, durante i quali si compone e scompone l’identità, dando forma via via alla personalità. Fra i banchi di scuola, durante la ricreazione e nei catartici momenti in cui la prof. scorre l’indice sul registro per l’ interrogazione  anche li risiede la gioia, la felicità, la condivisione e la sofferenza dell’uomo di domani; per non parlare delle interazioni amicali e i primi approcci con i grandi sentimenti. Queste sono esperienze spontanee che nessuno può e deve regolare. Non mi sento di escludere la pratica della Dad totalmente, ma certamente non la considero la didattica del futuro. La scuola è vita e va vissuta, la Dad è dal mio punto di vista, “sopravvivenza” un accontentarsi così realizzata, un modo pressoché approssimativo. È stato ed è un importante supportato in un momento delicato come l’improvvisa pandemia ma per essere utile ed efficiente dovrà essere sicuramente migliorata, organizzata e potenziata, con progetti didattici precisi.Nel frattempo care Anna ed Emma, dobbiamo essere ancora un po pazienti, il vostro sacrificio come quello di molti altri vostri compagni è apprezzato. Presto riscatterete tutti i momenti che per ora sono stati solamente rimandati.

  *Dott.ssa Roberta Marra, laureata in Sociologia presso l’Università degli studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, con tesi di laurea in “ Diritto alla riservatezza e d’informazione: vizi e virtu’ della comunicazione giornalistica. Master di specializzazione in psicologia giuridica pedagogia con tesi dal titolo: “Lo stalking tra reato e patologia, ossessione e sentimento personalità e dinamiche socio relazionali”

 

About Redazione (8911 Articles)
Redazione di Casertasera.it Email: redazione@casertasera.it

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: