GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: DENUNCIARE AL PRIMO SEGNALE DI VIOLENZA

Fortuna Natale| Piedimonte Matese | La giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che si celebra domani 25 novembre, nell’anno della pandemia da Coronavirus, è più sentita che mai. Basta leggere i dati ufficiali della polizia criminale che raccontano un aumento della violenza subita da molte donne costrette in casa dai vari lockdown insieme a mariti e compagni violenti. Anche nell’alto casertano come nel resto della Campania sono tante le iniziative in programma per ricordare la drammaticità di un fenomeno insidioso ed inquietante che la pandemia ha solo celato dietro le mura di casa, in famiglia, luogo in cui avvengono appunto la maggior parte delle violenze. Secondo i dati più aggiornati del ministero dell’Interno nei primi sei mesi dell’anno confrontati allo stesso periodo del 2019, le donne uccise fino al 19 novembre sono 96, l’anno scorso erano 98. Nel primo semestre 2019 i femminicidi erano il 36% degli omicidi totali, nel 2020 da gennaio a giugno sono saliti al 46%, senza contare che proprio nei giorni del lockdown i femminicidi sono triplicati con una donna uccisa ogni 48 ore. Anche nel nostro territorio il fenomeno della violenza sulle donne è ancora tragicamente alto e la sua denuncia ancora troppo reticente. Tante, troppe donne, mogli, fidanzate, ragazze che continuano a morire per mano di chi dice di amarle e purtroppo ogni giorno assistiamo a molti casi di violenza psicologica e fisica che arrivano quasi sempre al femminicidio. Un numero che cresce giorno dopo giorno, schiaffo dopo schiaffo, umiliazione dopo umiliazione, offesa dopo offesa.

Il movimento femminista “Non una di meno” ha organizzato per domani 25 novembre, giorno in cui la pandemia impedisce ancora assembramenti e manifestazioni, flashmob, assemblee virtuali, convegni in remoto, campagne social al grido: “Se ci fermiamo noi, si ferma il mondo”- “Le conseguenze del lockdown si misurano nei dati della violenza domestica destinati ad aumentare ancora con le nuove misure di confinamento, con i centri anti-violenza e le case rifugio che hanno dovuto far fronte a un’emergenza nell’emergenza” – “ lavoratrici e madri che sono obbligate a un’impossibile conciliazione tra lavoro e famiglia, tra salario e salute. La tenuta della sanità e della scuola mostra un sistema sociale distrutto dalle politiche di austerity e fondato sulle diseguaglianze”, dicono le attiviste del movimento chiedendo che le risorse del Recovery Fund vadano a finanziare sanità e scuola pubblica, a garantire un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare veramente universale”.

 Ma perché la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne si celebra il 25 novembre?

L’assemblea delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata in loro memoria: il 25 novembre del 1981 avvenne il primo «Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche» e da quel momento il 25 novembre è stato riconosciuto come data simbolo. Nel 1999 è stato istituzionalizzato anche dall’Onu con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre. Un ulteriore passo in avanti è stato fatto con il riconoscimento della violenza sulle donne come fenomeno sociale da combattere, grazie alla Dichiarazione di Vienna del 1993.

Il simbolo delle scarpe rosse

Soprattutto in Italia, il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne sono le scarpe rosse, “abbandonate” in tante piazze per sensibilizzare l’opinione pubblica. Il simbolo è stato ideato nel 2012 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas, ed è così diventato uno dei modi più popolari per denunciare i femminicidi. L’installazione è apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne uccise nella città messicana di Juarez.

 

 

 

 

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