SOCIOLOGIA – LA DONNA NEI VANGELI, ANGELO DEL FOCOLARE O MESSAGGERO DI LIBERTA?  LA SOCIOLOGA RISPONDE

Gentile Dott.ssa, la domanda la rivolgo a Lei date le numerose cariche pubbliche che la donna sta assumendo e secondo Lei la donna dove e in quale ruolo meglio si rappresenta ? Grazie Mirta

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Gentile lettrice ha scelto un passo emblematico per un importante domanda di grande interesse sociale. Mi permetta, dato il momento, di porre l’accento a sostegno contro la violenza sulle donne; di fare una riflessione inviando quelle donne vittime di violenza fuori e dentro le mura domentiche a denunciare. Purtroppo le vittime di omicidio e violenze negli ultimi dieci anni, in Italia, sono state circa 9000 ed il 90% per mano di un familiare, compagno, mariti, fidanzati, conviventi, amanti. È sconcertante, ma la Donna è per alcuni un oggetto; denunciate e non vivete l’azione come umiliazione, anzi è un vero atto di coraggio e in non pochi casi f’amore vetso i figli. Concludo questa parentesi per accingermi alla risposta, ricorrendo ad una citazione di Kofi Hannam ; ”I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano; lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell’umanità; il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso di tutta l’umanità.”
La genesi del successo del genere femminile, non sarebbe errato dire che è stato considerata dai padri costituenti nell’ art.3 della Costituzione italiana, affermando la pari dignità tra le varie specificando “senza distinzione di sesso”. Ma le difficoltà sono arrivate nel corso degli anni perchè, sappiamo benissimo che non è stato semplice fsrsi spazio. La donna, infatti, per giungere al succeso di cui oggi l’individualità di genere gode e si vanta ha “sofferto” e lottatto costantemente senza mai lasciare nulla al caso. Voledo contestualizzare l’inizio dell’evoluzione storicamente, possiamo farlo considerando la rivoluzione industriale, quindi in epoca contemporanea, per affermarsi in quella moderna con l’istituzione del “ Ministero delle pari opportunità” e a sua disposizione per fesa da qualche anno anche il “Codice Rosso”a tutela e difesa del ruolo e del genere in ogni ambito, è un po come vivere sotto scorta.
In epoca contemporanea, quindi, la donna inizia una sorta di ribellione rispetto ai canoni secondo i quali le si imponevano precisi ruoli e funzioni ben strutturati, al limite di una manipolazione, indiretta e sommessa, dell’identità. Una coordinazione della vita prescritta dall’ imposizione delle tradizioni e dalla cultura di appartenenza. Da questa ribellione, emerge la donna del sapere, con una propria idea di progettualità e di costruzione del Sé ; una donna che si concede di sognare, credere e lottare per un ideale. Soprattutto si concede di guardarsi allo specchio e sentirsi autorizzata a cambiare qualora non si fosse piaciuta. E’ quel genere di donna tipica della società della rivoluzione francese che si fa spazio come un “nuovo vangelo” per tutta l’Europa che ha portato al riconoscimento dei “diritti dell’uomo” i cosiddetti diritti della soggettività individuale, che si concretizzano nelle varie “libertà”. Le prime donne storicamente “battagliere”che riscontriamo nella storia italiana, e che hanno condotto al primo traguardo importante sono le “suffragette” per il diritto di voto. Altro riferimento storico è rintracciabile negli anni a seguito del primo conflitto mondiale, quando dovettero rimpiazzare i ruoli precendentemente svolti dai mariti, padri, fratelli chiamati al fronte. Arrivano così le possibilità lavorative fuori dalla famiglia, addirittura iniziarono ad aprire e a gestire attività commerciali autonomamente. Si fa sempre più netto il distacco dalle convenzionali tradizioni che la cultura nel tempo aveva fino ad allora tramandato con aculatezza e fermezza. Una donna sempre più fiera, affermata ed indipendente. Crollano così, le certezze della donna come essere prescelto a svolgere il solo ruolo di moglie, madre, amica accondiscendente e si fa spazio sempre più una donna poliedrica che dimostra di saper essere molto altro, sopratutto di avere un cervello e di saperlo usare autonomamente. Si tratta, pertanto di un vero e proprio sradicamento che conduce ad un progressivo spazio nella nuova società contemporanea; realtà ben rappresentata ed interpretata in “ Pane amore e …fantasia “ del 1953 da una giovane Gina Lollobrigida che dimena in un’Italia un pò contadina e un pò amenricana. Si fa spazio il “realismo rosa” anche il cinema cambia le trame e rivede i ruoli. Sophia Loren, Silvana Magnano e Gina Lollobrigida i volti del cambiamento, interpretazioni legate a tematiche concerneti il ruolo sociale della donna. Un mutamento a cui la donna resta al passo proponendosi nell’epoca moderna totalmente indipendente, valorosa di ricopre cariche di prestigio e di potere quanto l’uomo; ha a preso coscienza di sè e delle sue capacità che esercita con autorevolezza dimostrandolo nelle attività organizzative con buoni risultati nel profitto. Non esiste mestiere che la donna non si adatti a fare. Ad oggi è normalità incontrare donne, direttore di azienda, ragazze madri e perchè no anche professioniste, avvocato, ingegnere, ragioniera o giudice e venire a conoscenza che la Presidente della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana è una donna, tale Marta Cartabia, ma prima ancora una giovane Nilde Iotti nominata prima donna presidente della camera. Per Lei fu vero stupore un assordante il plauso di vittoria; di riconoscimento del genere, di diritti e prestigio sociale, che per la pruma volta ad una donna venivano riconosciuti. Potrei contunuare con tanti nomi della scienza, della finanza. La donna è sempre piu considerata di riferimento per le istituzioni a causa delle sue capacità ed è, piacevolmente riscontrabile su scala mondiale; ultima conquista, la prima segretaria Afro degli Stati uniti d’America, precendetemente procuratore, carica altretanto complessa e prescritta al genere maschile o ancora, Sahle-Work Zewde prima donna presidente dell’Etiopia. Esempi che lascino bel sperare, ad altri obiettivi e prestigiose ambizioni; sono il risultato di lotte ascoltate, analizzate quindi considerate. In nome di queste conquiste è bene ricordare anche ad alcune donne maggiore consapevolezza, è un peccato rovinare la storia a causa della superficialità.

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