CALCIO – REAL PRATA, IL PRESIDENTE LAURO INTERVIENE SULLA RIPARTENZA:” RIPARTIRE? SAREBBE UNA FOLLIA”

PRATA SANNITA. Domenico Lauro (nella foto) , massimo dirigente del Real Prata, che peraltro è un professionista operante nel settore sanitario e dunque meglio di chiunque altro conosce le difficoltà derivanti dalla pandemia, ha voluto rimarcare il pensiero della sua società di calcio,  su un’eventuale ripartenza dei campionati.

“Dalla riunione online che pochi giorni fa ha coinvolto i vari Consigli Direttivi dei Comitati Regionali, è emersa, come era lecito attendersi, una grande varietà di opinioni, cosa che non mi lascia basito –dice il massimo dirigente – considerando che noi Presidenti veniamo interpellati solo ed esclusivamente quando ci devono comunicare la quota da versare per partecipare alle varie competizioni regionali o quando servono i nostri dirigenti e rappresentanti per farsi rieleggere nel Consiglio Direttivo Federale, hanno bisogno di appoggio e voti, come capitato lo scorso 10 gennaio a Castropignano, sfidando ogni regola ed ogni protocollo per la prevenzione al Covid-19. Personalmente ho chiamato molti Presidenti di Prima e Seconda Categoria, coi quali cerchiamo sempre di collaborare e confrontarci il più possibile e di fatto, stando ai miei interlocutori, quasi nessuno sarebbe pronto per la ripartenza del torneo secondo le ipotesi illustrate la settimana scorsa dai vari esponenti degli organi federali, esprimendo chiaramente la contrarietà o perlomeno forti dubbi in merito al format ventilato.

Io sono contrario e lo dichiaro apertamente – commenta ai nostri microfoni Lauro – Francamente non vedo davvero i presupposti per ripartire in questo momento, anche a gennaio nel corso dell’ Assemblea generale con il Presidente Di Cristinzi, ho espresso la mia opinione.I motivi sono essenzialmente tre: Il primo è di carattere sanitario.In molti prevedono una terza ondata del virus, mentre io sono dell’avviso che la seconda non sia ancora passata, anzi i casi di Perugia e Firenze lo dimostrano in pieno.

Si parla di modificare il protocollo, adottandone uno che si ispiri a quello in vigore in Serie D, ma mi pare che anche in quella categoria le squadre continuino ad avere evidenti problemi, basta guardare a pochi km da noi, all’ FC MATESE, del mio carissimo amico Luigi Rega. In questo contesto, aggiungo che i miei calciatori da circa 4 mesi non praticano attività, quindi ora servirebbero almeno trenta giorni per farli rientrare pienamente in condizione di disputare una partita ufficiale. Se si decide di riprendere e poi all’improvviso si ferma nuovamente tutto dopo averli fatti esporre a dei rischi per la seconda volta, cosa succede? Di chi sarà la responsabilità? Non dimentichiamo che molti di loro lavorano e quindi potrebbero involontariamente portare il virus al campo, dove noi, come società, non siamo in grado di offrire, gestire e assicurare il rispetto delle regole contenute nei protocolli vigenti. Il secondo motivo è di carattere economico: purtroppo siamo una delle pochissime società alla quale non è stata mai accordata la gestione dell’impianto sportivo, al contrario di come succede in altre realtà, anche più grandi della nostra, dove i campi di calcio a 5, tennis e calcio, una volta consessi dalle Amministrazioni locali, diventano parte del sostentamento dei club. Molti degli sponsor che ci hanno dato una mano in passato, vedi ristoranti, bar, imprese e varie attività commerciali della nostra zona, sono in ginocchio, quindi comprensibilmente impossibilitati a sostenerci in questo momento e forse anche il prossimo anno. Quindi, mi chiedo: come possiamo andare avanti?

A questi si aggiunge anche un motivo (il terzo) di natura politica: il Presidente della LND Sibilia, ha dichiarato che le società vanno aiutate attraverso dei giusti ristori, ma adesso le dimissioni del Governo hanno creato ulteriore incertezza e non sappiamo in futuro chi sarà  il nostro interlocutore. Considerata la situazione, noi del Real Prata preferiremmo ripartire direttamente a settembre, quando la campagna di vaccinazione avrà prodotto numeri più significativi. Nel caso in cui si scelga invece di ripartire, noi ci tireremo fuori e questo è chiaro”.

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