FONDI FEASR. ASS. CAPUTO:” SI RISCHIA UNA FRATTURA NEL PAESE. IL GOVERNO SIA RESPONSABILE, INTERVENGA DRAGHI”

Feasr: 6 Regioni contro la revisione dei parametri di ripartizione
Contestati l’operato e le scelte del Ministero dell’Agricoltura
Napoli. L’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, parteciperà alla
conferenza stampa, in programma per Giovedì 6 Maggio a Roma, nella Sala Caduti di
Nassirya del Senato, con inizio fissato alle ore 16.30 per contribuire a segnare il
cambio di passo del confronto – sin qui rimasto nei confini della Conferenza Stato-
Regioni – sul tema del riparto dei fondi europei per le politiche di sviluppo. L’ipotesi
di una revisione dei criteri di ripartizione, con lo stravolgimento dei parametro della
storicità della spesa, incontra la ferma opposizione delle Regioni del Sud, con
Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, cui si è aggiunta anche l’Umbria,
impegnate a sostenere le ragioni di un passaggio graduale che non intacchi le finalità
proprie del Feasr: colmare il divario tra le aree più ricche ed evolute e quelle più
povere e marginali». Una posizione espressa da Regioni che, da sole, rappresentano il
60% delle aree italiane interessate dal Psr e che, nelle ultime settimane, ha trovato conforto anche nelle comunicazioni della Commissione Europea.
Per mesi – osservano gli Assessori all’Agricoltura del gruppo delle 6 Regioni – abbiamo tentato
di ricercare un punto di equilibrio per garantire il raggiungimento di un accordo
realmente unanime ed equo, scevro da penalizzazioni per zone del Paese che non
sopporterebbero il peso di nuove discriminazioni che, in parole povere, si
tradurrebbero in scippi di risorse essenziali. Ci siamo però trovati di fronte ad un
muro di gomma che è diventato ancor più respingente dopo la presa di posizione del
Ministero dell’Agricoltura, che sovvertendo la logica e le indicazioni di matrice
europea ha deciso sostanzialmente di cancellare principi elementari quanto essenziali
, con scelte che non lasciano emergere alcun elemento di analisi globale della totalità
dei fondi Pac – I e II pilastro – destinati ai territori, non tenendo conto che il
Regolamento UE 2020/2220 ha prorogato per il 2021 ed il 2022 non solo i
programmi di sviluppo rurale, ma anche l’attuale regime dei pagamenti del I pilastro
della Pac ». Da qui la decisione di avviare una mobilitazione che nei giorni scorsi ha
già portato ad un incontro col Ministero per il Sud, Mara Carfagna, e che adesso
​sfocerà in una prima presa di contatto con l’opinione pubblica, alla quale illustrare le
motivazioni di una iniziativa che va oltre la difesa dello status quo. «Siamo pronti
anche a ragionare su nuovi meccanismi a partire dal 2023 – rilanciano gli Assessori di
Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Umbria – ma non accettiamo colpi di
mano tesi a cancellare la fase transitoria del biennio 2021-2022, che condurrebbe ad
una forte penalizzazione per regioni svantaggiate che, paradossalmente, sarebbero
private proprio dei fondi destinati a garantire il riequilibrio strutturale, a tutto
vantaggio di zone già di per sé meglio attrezzate ». Se ne riparlerà Giovedì a Roma,
presenti gli Assessori all’Agricoltura delle 6 Regioni interessate.
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