SOCIOLOGIA- IL CLOCHARD, UNA ESISTENZA UN PO’ COSI. UNA LETTRICE CI SCRIVE

Gentile Dott.ssa Lei cosa pensa dei clochard come spiegherebbe le motivazioni di un’esistenza così fuori dagli schemi ? È un contesto che non mi lascia indifferente a causa della mia eccessiva sensibilità . ( Che riconosco)

Sonia 25

” ll mondo antico era composto di uomini-uomini, donne-donne e uomini e donne. Poi un giorno un dio prese la spada e tagliò ognuno in due parti. Due metà precise. Il risultato fu che il mondo fu popolato solo da uomini e donne e tutti presero a vivere correndo da una parte all’altra nella ricerca continua della propria metà perduta che doveva tutt’ora esistere ” .

Roberta Marra* |Gentile e giovane lettrice, la sensibilità è un grande dono, vuoldire non guardare ma osservare e non udire ma ascoltare. Per quanto riguarda l’aggettivo  “balorda” si potrebbe declinare in   scelta necessità e anche opportunità, tal volta. Sa, in molti casi sono i gesti a risollevare quel senso di impotenza che soffoca ogni pensiero e ragion logica al fine di trovare una spiegazione.Nel leggere la sua domanda ho pensato di farmi supportare dalla citazione iniziale per risponderLe. Puo’ notare, la chiarezza dell’indivudualismo che ci appartine; quella punizione ” divina” che non ci piace proprio. È difficile per ogni essere umano vivere da solo; è innaturale eppure a volte diviene una necessità e anche una scelta; una nuova prospettiva di vita. Ci si allontana alla ricerca di un nuovo angolo di sole ai margini’ della società e delle vie;  un qualcosa che non assomigli a nulla di ciò che già si conosce; un luogo tutto nuovo nel quale si e’ protagonisti e artefici, assoluti, del proprio progetto di vita. Una sorta di consapevolezza scaturita dalla stanchezza e dalle delusioni.L’ essenza dell’uomo si spiega con la libertà di vivere essendo se stesso. È un cacciatore  inconsapevole di soddisfazioni che rintraccia mediante il  confronto con ” l’ altro generalizzato “.È alla continua ricerca di  motivazioni, opportunità e gratitudini utili per vivere bene con se stesso. Dietro l’angolo, però, non dimentichiamo che ci sono gli imprevisti a  smorzare questo entusiasmo. Purtroppo sono tante le storie di vita esasperate, gravi e angosciose che sui sacrati delle chiese, nei viali dei parchi sulle panchine delle piazze si rivelano e non sempre si raccontano. Mi capita di rappresentare  la vita come un’equazione, il cui risultato non è mai lo stesso a volte ci sarà lo “zero”. Lo conforto che dirotta il  ricercare noi stessi “altrove ” rispetto a quel luogo, persino nella solitudine e nel rischio del tutto per tutto. Nelle stazione in cui si spiega la metafora della ” Scelta”  con gli arrivi e le partenze; la strada o l’arte dell’arrangiarsi  come la via per non arrendersi alle sfortune  dimostrando agli altri ” Sono capace”  anche tra le tante ore vuote e l’indifferenza dei passanti.La vita di un clochard, Sonia, è lastricata di coraggio e vendetta verso il mondo e se stessi.Se gli si offrisse l’ascolto racconterebbero di emozioni e rabbia; basterebbe dargli l opportunità attraverso un approccio sensibile e  umano. Non tutti sono dei vagabondi, sappiamo benissimo che negli ultimi anni, purtroppo, a causa della compromettente situazione economica sono tantissime le persone che hanno un cartone come tetto e l’asfalto come letto sfidando ogni clima stagionale.”Possibili scenari si contendono le nostre viteMentre noi le stiamo lì a guardare…”  è questa un’altra giusta citazione di riferimento. Per dire che in  un’ umanità  liquefatta nell’egoismo del finto benessere la sua attenzione è una luce nel buio dei tanti clochard che si sentono invisibili.

*Dott.ssa Roberta Marra, laureata in Sociologia presso l’Università degli studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, con tesi di laurea in “ Diritto alla riservatezza e d’informazione: vizi e virtu’ della comunicazione giornalistica.Master di specializzazione in psicologia giuridica pedagogia con tesi dal titolo: “Lo stalking tra reato e patologia, ossessione e sentimento personalità e dinamiche socio relazionali.

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