RUBRICHE- VORREI LA PELLE NERA, UNA LETTRICE CI SCRIVE

Gentile dottoressa, vorrei la pelle nera e non mi fraintenda. Non mi riferisco alla canzone, ma la vorrei almeno abbronzata. Inutile dirle che pur di raggiungere l’obiettivo ci provo ma alla fine il risultato è sempre deludente. Posso avere qualche consiglio da lei, magari partendo dall’alimentazione?

                                          Marilu’ S.

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*MICHELINA PETRAZZUOLI|VOGLIO LA PELLE NERA!…Come ottenere una bella, sana e duratura abbronzatura partendo dal piatto. “A-A- Abbronzatissima…” così cantava Edoardo Vianello in quella torrida estate del 1963, e chissà quante di  noi, delle nostre mamme, zie, nonne hanno rimediato in quell’anno, e anche dopo, scottature ed eritemi nella speranza di avere una bella pelle ambrata e, invece, il risultato è stato deludente, poco duraturo e, soprattutto, doloroso! Ormai siamo oltre ma metà di agosto, in molti stanno per chiudere le valige e partire per le mete vacanziere e, che siano solo pochi giorni o settimane, che sia la spiaggia a pochi chilometri da casa o una sperduta isoletta oceanica, poco importa, l’importante è che si stacchi la spina e ci si rilassi un po’ godendosi famiglia, amici, mare (o anche  montagna) e…sole, tanto, e forse alcune volte, troppo benedettissimo sole! Ma ci sono anche tanti che tornano, magari con l’abbronzatura non proprio al top. Già, il Sole, che fa bene, ma può fare anche male se l’esposizione ai suoi raggi è troppo lunga, avviene nelle ore sbagliate della giornata e il nostro fisico non è stato predisposto ad accoglierne e sfruttarne tutti i benefici. Da anni ormai tutte le estati i Dermatologi lo ricordano a destra e a manca che si può essere abbronzati e felici se si rispettano semplici norme come, ad esempio, evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, dalle 12:00 alle 16:00; applicare creme solari con il fattore di protezione più idoneo al proprio tipo di pelle; idratarsi in modo corretto, bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno e… compiendo un’alimentazione adeguata a fronteggiare  la nostra “fame di abbronzatura”. Ma cosa mettiamo nella nostra borsa termica sotto l’ombrellone? Diciamolo pure, spesso, troppo spesso, sotto l’ombrellone il vettovagliamento è composto da cibi e bevande che poco hanno a che fare con le sane e corrette abitudini alimentari e così i frigo portatili vengono riempiti con bevande analcoliche e non, iperzuccherate e gassate, e ogni tipo di leccornia, dalla meridionalissima frittata di maccheroni, al settentrionale cassone, passando per parmigiana, peperoni imbottiti, piadine di ogni tipo e dolciumi di vario genere; cibi culinariamente soddisfacenti ma che sono pesanti da digerire e che poco aiutano il nostro organismo a fronteggiare il caldo e l’afa e che di certo non favoriscono la nostra abbronzatura; ma allora cosa sgranocchiare sul bagnasciuga e sotto l’ombrellone?

Sarebbe il caso, a questo punto, di approfittare della bella stagione per rivedere le nostre abitudini alimentari, abbandonando le cattive e acquisendone di nuove, cominciando col riempire i frigo portatili (e quindi poi, svuotarli mangiando!) di bottiglie d’acqua o, al massimo, di tisane e thè verde preparate a casa e non dolcificate, frutta  e verdure (ovviamente di stagione) e una buona e ricca insalata, alla quale al massimo aggiungere del tonno, o del formaggio morbido e light, o del prosciutto crudo sgrassato o delle uova, un po’ di frutta secca, possibilmente non salata e qualche seme. E se poi vogliamo potenziare la nostra abbronzatura, se vogliamo farla risaltare e se vogliamo mantenerla più a lungo, le nostre scorte alimentari devono comprendere frutta e verdura dal colore arancione (carote, albicocche, melone, pesche ) e rosse (pomodori, peperoni, ciliegie, fragole, prugne) perché ricche di betacarotene, vitamine (in particolare la A, la C e la E) ed antiossidanti e sali minerali come  così che il nostro corpo sia maggiormente protetto dai raggi del sole e quindi produca più melanina (il pigmento bruno-rossastro che colora la nostra pelle).Se poi questo nuovo stile nutrizionale, oltre che a farci tornare a casa con una pelle color ebano, ci farà abituare ad uno stile alimentare più sano e andrà via anche quel  chiletto che era difficile infilare negli abiti, ancor meglio.  Il nostro organismo ci ringrazierà e funzionerà meglio.Buone vacanze a chi ancora deve andare!

* Dottoressa Michelina Petrazzuoli-  Biologa Nutrizionista -titolare dello studio di Nutrizione “dr.ssa Michelina Petrazzuoli-. Biologa Nutrizionista”. Iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi 066044

 

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