PIEDIMONTE MATESE, TORRE CAMPANARIA DI SAN PASQUALE, PER CHI SUONA LA CAMPANA?

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Emiddio Bianchi. Piedimonte Matese. La secolare torre campanaria di San Pasquale domina tutta la piana alifana dagli oltre 500 metri del monte Muto. È visibile da molti chilometri di distanza e un tempo i rintocchi della sua

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maestosa campana erano udibili non solo a Piedimonte, Castello o San Gregorio, i paesi più vicini, ma c’è chi racconta di averla ascoltata persino da Alife, Dragoni o addirittura Alvignano. Da qualche anno però, il tradizionale rintocco quotidiano che annunciava il mezzogiorno non si sente più nella vallata. Alla vigilia del Capodanno del 2013, la violentissima scossa di terremoto che fece tremare il Matese provocò gravi danni alla struttura della torre, lesioni che ancora si vedono chiaramente nel campanile. Da allora, la noncuranza di chi invece dovrebbe avere a cuore la salute dei propri beni culturali e artistici ha preso il sopravvento e ne ha pagato le conseguenze la gigantesca campana, costruita nel prestigioso laboratorio di Agnone, costretta al forzato silenzio dopo che per anni, oltre alla metà del giorno aveva annunciato avvenimenti straordinari, dal lontano 1985, da quando era stata installata nella torre con un immane sforzo umano. Troppo grandi le crepe nella torre in seguito al sisma, per cui, farla funzionare rischiava di danneggiare ulteriormente i già gravi danni strutturali. Da qui, quel silenzio  che soprattutto a Piedimonte ha rappresentato la fine del tradizionale appuntamento dei rintocchi di mezzogiorno. Qualche spruzzata di cemento dove i danni erano più evidenti ha gettato solo del fumo negli occhi anche perché nel frattempo, negli spazi vuoti più grandi sono addirittura cresciuti, chissà come, addirittura degli alberi, che ovviamente andrebbero rimossi prima che le radici si estendano maggiormente. Una crepa di quasi mezzo metro nella parte superiore del campanile è ancora ben visibile e ha fatto inclinare pericolosamente la torre campanaria. Tutti lo sanno ma nessuno prende seri provvedimenti e intanto può essere pericoloso avvicinarsi al campanile. Figuriamoci poi salire nella torre per suonare la campana…. Ci è stato raccontato che un intrepido francescano ha sfidato l’ultima volta il pericolo un paio di anni fa. Da allora il silenzio assoluto e l’attesa che qualcuno, dal Comune o da chissà dove, muova le chiappe dalla poltrona per salvare il

campanile. A questa storia di ordinario immobilismo amministrativo non poteva mancare l’incivilta’ umana perché alla croce situata davanti al campanile hanno portato via una parte della base in marmo dove era incisa la storia della torre campanaria (come si vede nella foto). Visto che in tutti i programmi elettorali nessuno ha parlato di San Pasquale, della sua bellezza storica e culturale e su come difenderla, della criticità della disastrata strada costruita nel ’62 dal Genio Pionieri, con parapetti di cartapesta, lo facciamo noi da narratori di uno splendore che rischia di soccombere ad ogni folata di vento o peggio ancora al ripetersi di un altro evento tellurico, sperando che qualcuno ci ascolti.

 

 

 

 

 

 

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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