ALVIGNANO, PIZZERIA ELITE, LA TRADIZIONE DIVENTA ECCELLENZA

CHIARA RICCIO| Alvignano. Pizzeria Èlite, la tradizione che diventa eccellenza. Quella che vi raccontiamo oggi, è la storia di una famiglia prima che di un’attività. Una famiglia che nel 1926, con nonna Rosa e il suo bar, ha visto l’origine di quella che di lì a poco sarebbe diventata una sacra tradizione per tutti i membri che negli anni sarebbero arrivati. Non c’è Alvignanese con qualche anno in più che non associ la pizzetta di nonna Rosa alla passeggiata della domenica mattina, vero patrimonio culturale di un paese in onore del quale il figlio Domenico (per tutti Zio Mimì), nel 1996, decide di allargare gli orizzonti insieme alla moglie Rita e ai figli Luciano, Gianluca e Pasqualino, dando il via alla storica pizzeria del corso che da lì a poco sarebbe diventata per il paese un elemento di rappresentanza. Intoccabile, nonostante la progressiva crescita della pizzeria, l’angolo bar: un Alvignanese non avrebbe saputo rinunciare allo spumone di zia Rita in occasione della fiera di San Ferdinando, nè alla zeppola fritta di San Giuseppe.

Non esiste un Alvignanese – se ne rende testimone chi scrive questo pezzo – che non associ all’uscita domenicale degli anni dell’adolescenza la sosta per la pizzetta al bar di zio Mimì. Quella pizzetta spesso regalata, perché del resto i giovani del paese (negli anni diventati tutti suoi “nipoti”) non si sono mai fatti scrupoli a presentarsi senza i soldini avanzati dalla paghetta settimanale.

Pasqualino e Gianluca, forti di questo legame emotivo alla comunità, hanno saputo fare di tanta storia il loro motore per la nuova idea di gestione dell’attività: non hanno scelto l’inerzia, si sono reinventati e hanno stravolto le loro certezze per tenersi al passo con i tempi. La loro innovazione sta nella rivalutazione delle vecchie tradizioni locali, può sembrare paradossale nell’epoca del gourmet, eppure ecco che la pizza dint ‘o ruot diventa l’oggetto del desiderio di clienti affezionati da ogni angolo della regione. Pasqualino crea, impasta e seleziona gli ingredienti; Gianluca cura la gestione e il rapporto con le persone mai lasciato al caso: il tutto sotto gli occhi attenti (e visibilmente fieri) di zio Mimì e zia Rita, i pilastri di questa ormai solida realtà.“È una questione di famiglia”, spiega Pasqualino, che con commozione racconta la nascosta dei suoi cavalli di battaglia “ho creato la pizza nel ruoto perché è il legame alle nostre origini a muovere il mio lavoro; così come ho creato la pizza Spacca Cuore in onore di mia moglie Maria Teresa e mio figlio Domenico.”Una questione di famiglia, dunque, che ci trasmette un messaggio di speranza in un periodo estremamente complesso che, come tutti, ha colpito anche i Rossi.

La sinergia di due fratelli e la costante voglia di rendere omaggio ai sacrifici di chi li ha preceduti si è tradotta in un’eccellenza, tanto che proprio in queste ore è stata giudicata da esperti fra le migliori pizzerie dell’alto casertano  di cui la comunità di Alvignano può, ancora e dopo anni,  continuare a farsi vanto.

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