PIEDIMONTE MATESE, NON E’ UN REPERTO DI IMPORTANZA STORICA IL BUSTO RITROVATO AI SALESIANI

Piedimonte Matese. “Trattandosi di un manufatto di recente esecuzione, realizzato con scarsi mezzi tecnici e stilistici” … “il busto riveste scarso interesse storico-artistico, e non merita di essere assoggettato alla normativa in vigore sulla tutela dei beni culturali” (D.Lgs. 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio) … “non si ritiene opportuna, ai fini della conservazione e della tutela, la collocazione all’interno di una struttura museale”.

Con queste poche parole, la Sovrintendenza liquida cosi la verifica del busto ritrovato ai Salesiani e ora conservato nel caveau dei Vigili urbani della città. Sul reperto si erano diffuse varie notizie che facevano gridare al ritrovamento di un vero “tesoro”  di  importanza storica artistica  ma non era cosi. Naturalmente, non si è fatta attendere la risposta del neo assessore alla cultura del comune di Piedimonte Matese, Loredana Cerrone sollecitata ad un pronto intervento sulla vicenda.

“Ho esperito, – ha detto l’assessore-  con la cautela che deve essere propria di chi amministra il bene pubblico, delle indagini sul reperto ritrovato e inoltrato una nota ufficiale alla Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento. La Soprintendenza, nella persona della dott.ssa Paola Coniglio, ha emesso il parere sul valore storico- artistico e documentario dell’opera.  Questo, al fine di chiarire ogni dubbio. Il busto – prosegue l’assessore-  risulta essere stato realizzato in resina, verosimilmente in epoca moderna   presso una delle numerose fabbriche produttrici di riproduzioni e/o riduzioni di statue, bassorilievi e, appunto, busti.  Vi è la presenza, diffusa sulla superficie del busto, di numerosi vacuoli, ossia piccoli fori generatisi nel corso del processo di realizzazione del busto stesso, ed in particolare nel momento in cui la resina viene colata all’interno dello stampo. La presenza dei vacuoli è un segno della cattiva riuscita dell’operazione di colatura della resina e dunque dell’intera esecuzione del busto, che infatti si caratterizza per la scarsa qualità tecnica per cui non si ritiene opportuna, ai fini della conservazione e della tutela, la collocazione all’interno di una struttura museale. Siamo davvero spiacenti di dover smentire il ritrovamento di un “nuovo tesoro” da collocare nel Museo Civico della Città. Comunque è doveroso da parte mia ringraziare, il dott. Geppino Buonomo per la segnalazione coerente con le funzioni di Ispettore onorario ai beni storici e artistici ”.

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