SOCIOLOGIA- “TRASCORRIAMO POCO TEMPO CON I NOSTRI BAMBINI CHE SPESSO VEDO TRISTI”, UNA MAMMA CI SCRIVE

Gentile Dott.ssa, a causa del lavoro con mio marito  trascorriamo poco tempo con i nostri figli, di 8 e 11 anni. Sono bambini responsabili  nonostante l’ età. È forse questa considerazione la causa del vederli a volte tristi.  Sono molto dispiaciuta perché ogni loro desiderio è per noi un ordine: dai giochi ai viaggi. Può darmi qualche consiglio ?

Stefania ’82

Gentile Stefania

La sua dedizione è uno dei presupposti utili al fine di un consiglio pressoché oggettivo, perché esatto non potrà esserlo. Fortunatamente siamo esseri umani e non robot, almeno ancora per qualche anno e speriamo per altri ancora.Siamo vulnerabili per natura soprattutto a all’età dei suoi figli. Età emblematica, non si è ragazzi nel fisico ma si apre una presunzione di pensiero che li rende tali in molti casi, soprattutto nell’ digitale e dei social. Ma la variabile vulnerabilità, appunto lì richiama talvolta   ricordandogli di essere ancora bambini e di dover pretendere  attenzioni e presenza. Di essere loro centro nevralgico della vita dei genitori e solo poi il lavoro.Per questo non basta comprali solamente i giochi ma piuttosto è necessario giocare con loro. Condividere il più possibile momenti l insieme come accade durante un viaggio. Sono certa che il loro atteggiamento, in quel contesto, sarà e/o sarà stato certamente diverso.E’ bene sottolineare e ricordare, lo dico approfittando di questo momento; che i bambini hanno diritto al gioco che in una fase delicata della crescita vuoldire, condivisione, bisogno di percepire quell’effetto quotidiano in maniera amplificata come fosse, conferma. È sancito tra i diritti fondamentali dei bambini ma oggi  decisamente a rischio a causa della vita frenetica dettata dalla società ” liquida” del nostro tempo.

Il diritto al gioco, pertanto, non equivale al “diritto ad avere dei giocattoli” semplici  accessori che non hanno nulla a che vedere con la vicinanza la partecipazione che sia con gli amici o come nel suo caso a voler trascorrere più tempo insieme e percepire il calore familiare. Ergo, il Diritto al gioco significa avere tempo per giocare.  Ad ogni costo direi che oltre agli agi noi adulti dobbiamo essere in grado di garantire questo diritto.

 *Dott.ssa Roberta Marra, laureata in Sociologia presso l’Università degli studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, con tesi di laurea in “ Diritto alla riservatezza e d’informazione: vizi e virtu’ della comunicazione giornalistica. Master di specializzazione in psicologia giuridica pedagogia con tesi dal titolo: “Lo stalking tra reato e patologia, ossessione e sentimento personalità e dinamiche socio relazionali”

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