SCOMPARSI DI MONTE MAGGIORE, NON CI SONO INDIZI: ARCHIVIATA LA POSIZIONE DI ARMANDO ISOLDA ACCUSATO PER LA MORTE DI ANTONIO ISOLDA

Lorenzo Applauso|Liberi. E’ stata archiviata per assenza di indizi, la posizione di Armando Isolda di Liberi che secondo l’accusa, avrebbe occultato il cadavere di Antonio Isolda, il cugino  scomparso da Liberi il 29 novembre 2002, dopo essere rientrato da un giro sulla sua inseparabile vespa. Da quel momento di lui si perdono le tracce e solo dopo affannose ricerche  e dopo molto tempo, venne ritrovato solo il suo pantalone con dentro alcune ricevute ed un pacchetto di sigarette in un bosco vicino a Liberi.Armando, tra l’altro, al momento della sparizione si trovava  all’estero come poi è stato confermato dalla stessa Polizia di frontiera  di Domodossola che ha certificato il suo reale passaggio mentre rientrava dalla Svizzera in Italia, il 2 dicembre del 2002.

MA COSA E’ SUCCESSO IN QUEGLI ANNI?

Nell’arco di tempo  tra il 1998 ed il 2002 da tre diversi comuni di Monte Maggiore, sono scomparse misteriosamente ben cinque persone. Maria Cirillo, Raffale Izzo, Vincenzo Santillo, Giacinto Maioriello e Antonio Isolda i cui corpi non sono mai stati trovati. Solo Maria Cirillo, 86 anni di Liberi, veniva trovata a brandelli, dopo qualche mese in un bosco, distante dalla sua casa. Degli  altri, nessuna traccia.

IL CALVARIO DI ARMANDO ISOLDA E LA SUA FAMIGLIA

Il lungo calvario di Armando e la sua famiglia però, inizia nel 2019, alla riapertura delle indagini, dopo 20 anni circa dai fatti  per una lettera anonima, arrivata ai Carabinieri di Capua che riapre le indagini. Nell’esposto, con firma chiaramente falsa, si parlava di una vasta attività di spaccio di droga nell’alto casertano, con numerosi nomi e poi di sette sataniche. Il solo caso, così come emerge dalla lettera,  a non essere coinvolto nella setta, era quello di Antonio Isolda che sarebbe stato invece ucciso dal cugino, Armando   che, a questo punto viene indagato.

Quindi si riaprono le  indagine e la Procura di Santa Maria Capua Vetere vuole vederci chiaro: vengono scandagliati alcuni pozzi ed effettuati  numerosi scavi per diversi giorni,  perché nella lettera,   veniva addirittura indicato anche dove si sarebbe trovato il corpo del povero Antonio Isolda: secondo l’anonimo, in uno dei pozzi di proprietà dell’indagato. Ma le verifiche furono praticamente vane perché nessun corpo fu mai ritrovato. A questo punto il 23 settembre scorso, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere archivia il caso con un sospiro di sollievo della famiglia di Armando ma non dell’interessato perché nel giugno scorso, per l’età avanzata e il forte dispiacere patito per la sua accusa, muore a 89 anni.

“Sono felice che lo scorso  23 settembre è stata archiviata l’indagine dal GIP come richiesto in data 14.09.2021-dice il figlio  di  Armando – per infondatezza delle notizie di reato, ma profondamente addolorato perché mio padre, scomparso nel giugno scorso, purtroppo, non ha potuto ricevere prima la notizia di archiviazione. Ora mi chiedo chi potrà mai risarcire i danni materiali, economici e soprattutto morali, alla nostra famiglia? A meno che non si trovi l’autore della lettera”.

  • Lei era fiducioso della giustizia?

“Certo, innanzitutto, conoscevo l’onestà di mio padre e sapevo che in questa storia era estraneo. Poi ho sempre confidato nella giustizia e ben sapevo che avesse dovuto fare il suo corso. Io e la mia famiglia, abbiamo a lungo aspettato questo momento, in silenzio anche quando avevamo le nostre ragioni da far valere. Ora che il tutto è stato archiviato, siamo felici di poter riabilitare il nome di Armando Isolda e gioire che il tentativo di infangare il nome della nostra famiglia, qualora fosse stato tale l’intento, non è riuscito all’autore”.

  • Soddisfatti dunque?

“Ora che il sipario è calato definitivamente su questa dolorosa vicenda  e giustizia “post mortem” è fatta, posso dire si ma sento forte  il dovere di ringraziare quanti ci hanno supportato con la loro vicinanza: i familiari della vittima che non hanno mai avuto dubbi dell’innocenza di mio padre e, sicuramente non ultimo, il nostro avvocato Mauro Iodice che ha seguito la vicenda con assoluta pacatezza e professionalità di alto profilo”.

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Iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti, già direttore e fondatore della testata giornalistica italianews24.net e attualmente alla direzione di Casertasera.it. Collaboratore di numerose testate nazionali e locali.

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