RUBRICHE-“LA PAROLA DELLA DOMENICA” DI DON ANTONIO NACCA NELLA 4° GIORNATA DI AVVENTO

Carissimi lettori, in ogni nascita umana l’attenzione va contemporaneamente al presente della madre e al futuro del suo figlio. E così avviene nella Liturgia della Parola di oggi, ultima domenica di Avvento. L’attenzione va sul Figlio Gesù e su Maria, sulla sua fede e sull’amore che la guida dalla sua cugina Elisabetta. Ed è questa fede che Elisabetta riconosce, quando incontrando Maria, esclama: “Beata tu che hai creduto nell’ adempimento delle parole del Signore”. Quindi Maria, ha creduto alle parole del Signore, senza nemmeno chiedere un segno. Ed è questa fede che noi credenti, dobbiamo riconoscere in Maria e mediante la fede dobbiamo concepire Cristo, nel nostro cuore, come del resto fece Lei . L’attenzione va su Maria che ci insegna ad accogliere Gesù, mettendosi in cammino , in viaggio verso una città di Giuda, Ain Karen, per andare a visitare la cugina Elisabetta, che era al sesto mese, lei che tutti dicevano sterile, perché niente è impossibile a Dio. Maria mettendosi in viaggio per andare a visitare Elisabetta ci insegna ad essere disponibili verso gli altri, una disponibilità guidata dall’amore e dalla carità che ci fa capire che dobbiamo metterci a disposizione, a servizio soprattutto di chi è nel bisogno, con la nostra presenza, con la nostra vicinanza e col fare delle opere buone. Solo se accogliamo Gesù e ci amiamo è Natale. Se non lo accogliamo e non ci amiamo è ancora notte nel nostro cuore. Per avere un incontro vero con il Signore, impariamo da Maria ad essere umili, obbedienti ed esultanti. L’umiltà che ci dà la pura accoglienza, l’obbedienza che ci rende docili e l’esultanza nella condivisione delle meraviglie di Dio, che crea la vera comunione tra di noi. Il Bambino di Betlemme purifica il nostro cuore, lo rende simile al suo e lo infiamma del suo amore. La vera grandezza di Maria non è nell’aver concepito e dato alla luce Gesù, ma nell’ aver creduto alla Parola potente di Dio. Lo dirà anche Gesù quando dichiarerà beati coloro che ascoltano la sua Parola e chiamerà proprio costoro suoi fratelli, sorelle e madre. In chi crede in Lui si ripete il mistero del Natale, perché la fede nella Parola di Cristo fa perseverare nella speranza oltre ogni umana possibilità. Così si rinnova la vita vera, che non ha fine. Così ogni giorno, in ogni uomo e in ogni donna, Cristo, che è la Parola, rinasce. E noi in questo tempo travagliato, siamo credibili fratelli, sorelle e madre del Salvatore? Sappiamo generare il Natale credendo fermamente alla Parola della salvezza? Si vede in noi questa fede, come si vedeva in Maria e nel Battista? Suscitiamo la gioia che viene dall’annuncio di Cristo? Se vogliamo vivere il Natale generando vita nuova, nella notte della storia, dobbiamo stare alla scuola di Maria. E Lei, solo lei che ci insegna come si porta Gesù, nella certezza che Egli vive in noi , nell’umiltà quotidiana della nostra vita. Lo spazio a disposizione di questa Rubrica è quasi terminato…e non so come concludere…del resto la storia di Maria non è finita e non finisce. Da quando rispose al saluto dell’ Angelo e disse di sì a Dio, la sua vicenda è legata indissolubilmente a quella del Figlio. Maria è con noi, è una di noi. Per questo possiamo imitarla. Ci auguriamo che alla lettura di questo articolo, possa seguire per molti, partendo dall’Alto Casertano, la riflessione e la meditazione, in questi giorni che ci separano dal Santo Natale. Buona Quarta Domenica di Avvento! Don Antonio
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