SOCIOLOGIA, “CI VOGLIONO “RUBARE” ANCHE NATALE. NON HO PAROLE”. UNA LETTRICE CI SCRIVE

*Roberta Marra|Gentile Dott.ssa
A proposito dei politicanti europei, vogliono cancellare il Natale e un sacerdote che sminuisce Babbo Natale. Cosa è successo?  Non ho parole, solo tanta rabbia.

Signora Marisa

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Gentile Sig. Marisa, comprendo la sua indignazione alla quale mi associo aggiungendo che il politicamente corretto sta sfuggendo di mano. Assistiamo ad una oggettiva e caotica “tirannia” tra etica, morale e il chi ne sa di più ( del nulla) . Lo riterrei tra i mali sociali più evidenti che fingiamo di non vedere nella società moderna e ci ritroviamo a subire.
È davvero assurdo come i signori del Governo Europeo, tra i vari impegni istituzionali e cavilli burocratici, abbiamo trovato addirittura il tempo per spiegarci la parola “Natale ” e i suoi “danni” tanto da censurla. Il motivo è di natura discriminatoria, parrebbe. Anziché a Babbo Natale e magari chiedergli di farle dono di un pizzico di ragionevolezza e buon senso accade che ci ritoviamo una commissaria “scomodata” a scrivere una inutile “letterina” per mettere nero su bianco e carta certificata l’abolizione delle parole riferite al Natale. E per questo Gesù bambino nascerà durante i giorni delle ” Sante Vacanze”. Un provvedimento, a mio avviso, utile ad una funzione diseducativa quale izzare polemiche oltre che marcare differenze a favore di preconcetti e poca tolleranza.
A questo punto mi sento di dire, oltremodo che, ” il disprezzo ” il più delle volte è indotto da chi dovrebbe saperne di più.
Solo il caro Babbo Natale avrebbe messo tutti d’ accordo e forse per questo anche lui è stato “spodestato” in chiesa. Che dire, sarà pur vero che non vi è traccia di questo simpatico “personaggio” nelle sacre scritture ma per i bimbi, che in questi giorni scrivono delle bellissime letterine ricche di meravigliosi pensieri spontanei, innocenti e spiritosi e che attendono con ansia e trepidazione il 25 dicembre, una notizia del genere è certamente una delusione. E’ come spegnere gli occhi del futuro e tutti i loro sogni.
Ma, purtroppo, troppi grandi hanno dimenticato di essere stati bambini; parafrasando il “Piccolo Principe ”
Cara Sig. Marisa sono stati episodi che in coda si uniscono ai fallimenti della società moderna, evididenziandone la totale dispersione dei ruoli e delle competenze; dei valori e dei riferimenti.
E trattandosi di istituzioni la cui collaborazione deve esserne garante mi è impossibile non rintracciare in queste personalità un eccesso di autorevolezza finalizzato ad esaltare esclusivamente se stessi. Un modo subdolo e facile di apparire.

” Gli occhi dei bambini sono gli occhi del futuro
Semi di un frutto non maturo… indirizzati sempre avanti
Ricercando mondi un po’ più grandi… ” O.V.

A tal proposito che si ricordino,queste parole, tra gli scranni europei quanto in alcune sacrestie italiane.
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 *Dott.ssa Roberta Marra, laureata in Sociologia presso l’Università degli studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, con tesi di laurea in “ Diritto alla riservatezza e d’informazione: vizi e virtu’ della comunicazione giornalistica.
Master di specializzazione in psicologia giuridica pedagogia con tesi dal titolo: “Lo stalking tra reato e patologia, ossessione e sentimento personalità e dinamiche socio relazionali”

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