AGGIORNAMENTO- TRAGEDIA DI BOLOGNA, UNA SCRITTA SULLA PORTA FA SCATTARE L’ALLARME

Pratella/Bologna. L’allarme sarebbe scattato quando una vicina ha chiamato il 113, dicendo di aver trovato affisso sulla porta di casa sua un biglietto, con scritto: ‘Le chiavi di casa sono qui, in caso di bisogno’.Cosi sarebbero stati poi ritrovati i corpi senza vita del 45 enne poliziotto Angelo Cambio, originario di Pratella nel casertano, in servizio a Bologna  e quello della madre, 61 anni, al suo fianco, ancora in vita al momento della scoperta  . A Pratella, la notizia ha fatto il rapido giro. Stamattina  in paese non si parlava d’ altro. Una notizia che ha praticamente colto tutti di sorpresa.

UNA FAMIGLIA BUONA

Tutti in paese, ci riferiscono che era una famiglia buona  e tranquilla. E’ Una giornata di sole e dall’aria frizzante, stamattina nella piccola comunità  con un silenzio che era davvero assordante, come se il dramma avesse colpito al cuore il piccolo centro, da sempre  ospitale e tranquillo. Noto piu’ per l’acqua minerale Lete che per fatti di cronaca.

Nonostante il covid che questi ultimi mesi ci avesse abituati a troppa tranquillità e poca gente sulle strade stamattina, contrariamente, Pratella era piu’ rumorosa del solito. Il dramma si vedeva, si toccava, si sentiva. Il papà di Angelo era uno stimato uomo dell’Arma, poi deceduto che aveva lasciato un enorme vuoto nella famiglia composta ora dalla mamma e dai due fratelli, uno dei quali noto parrucchiere, partito ieri sera per Bologna sprofondato in un dolore facilmente immaginabile.

IL SINDACO  DI PRATELLA SION: “UN DRAMMA CHE HA COLPITO UNA INTERA COMUNITA’

Una notizia che ci ha folgorati, era impensabile tutto questo. Una intera comunità sotto shock. Non abbiamo parole per definire un evento cosi drammatico che mai nessuno poteva immaginare. Conosco personalmente la famiglia e senza retorica, posso dire di una famiglia esemplare, semplice, tranquilla e rispettosa di tutti.  A nome mio personale e dell’amministrazione che presiedo, vorrei anche esprimere le nostre condoglianze e la nostra vicinanza  al fratello di Angelo. Una storia dura che insieme dobbiamo fare di tutto per superare”.

LA FESTA DI COMPLEANNO E POI COSA E’ SCATTATO?

Angelo aveva compiuto proprio ieri 45 anni e aveva festeggiato con la mamma che era con lui il suo compleanno. Ieri l’ultima foto abbracciato con la mamma. Quello scatto, che rimarrà lì per sempre, racconta di un legame forte, che probabilmente Angelo Cambio, poliziotto del Reparto mobile, avrebbe voluto rendere eterno, condividendo con la madre tanto amata. .

DOVEVA RIENTRARE IN SERVIZIO

“I colleghi, dopo una lunga malattia, lo aspettavano in ufficio perché si sarebbe dovuto sottoporre alla visita necessaria al rientro al lavoro. Lui, però, non si è presentato. E non ha risposto ai messaggi di auguri degli amici, del fratello. Tuttavia, l’allarme vero è scattato quando una vicina ha chiamato il 113, dicendo di aver trovato affisso sulla porta di casa sua un biglietto, con scritto: ‘Le chiavi di casa sono qui, in caso di bisogno’.

Angelo non ha risposto neppure quando una pattuglia delle Volanti si è presentata in via Procaccini, alla Bolognina -racconta l’autorevole quotidiano Il Resto del Carlino e ha suonato al campanello del suo appartamento. I poliziotti hanno capito subito che qualcosa non andava. E una volta riusciti a entrare nell’abitazione, hanno trovato una scena terribile. L’uomo morto sul letto. E, vicino a lui, la madre in fin di vita. Gli agenti hanno chiamato il 118: la signora, E. F., di 61 anni, che non era cosciente, ma respirava ancora, è stata trasportata all’ospedale Maggiore. Sul posto, anche alcuni colleghi del Reparto mobile, dove Cambio lavorava da oltre 20 anni, la maggior parte dei quali passati in ufficio, a seguito di una grave malattia che lo aveva costretto a sottoporsi anche a trapianto di fegato.E, vista la sua situazione sanitaria, così delicata, in questi anni segnati dalla pandemia era tornato di nuovo in malattia. Una malattia trascorsa nella casa della Bolognina, dove da qualche tempo lo aveva raggiunto, dalla provincia di Caserta, la madre, che era in cura al Sant’Orsola anche lei per una grave patologia”. Potrebbe essere stato proprio questa situazione a determinare un momento di grande scoramento?  Solo  gli inquirenti ora potranno ricostruire con certezza l’accaduto.

 

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