RUBRICHE-DON ANTONIO CI FA COMPRENDERE COSA INVITA QUESTA DOMENICA

Carissimi lettori, la Parola di questa Domenica ci invita ad essere misericordiosi, ad essere perfetti e santi sull’ esempio di un Dio, nostro Padre. Le parole di Gesù, nel Vangelo di oggi infrangono ogni nostro schema mentale. Possono essere difficili e dure da realizzare, ma non sono tali, se pensiamo che Dio non ci abbandona mai. E che se le mettiamo in pratica saremo figli dell’Altissimo e avremo una ricompensa traboccante: la vita eterna. Perché Gesù ci chiede un amore che parte dall’interno, un amore che parte dalla preghiera, cioè ci chiede di amare i nostri nemici, ci chiede di pregare per coloro che ci rifiutano, per coloro che ci odiano e per coloro che ci offendono. Ci invita a perdonare di vero cuore. Come possiamo essere veri cristiani, se non riusciamo a perdonare? Partecipare alla Santa Messa e magari senza accostarci alla Comunione, recitare il Rosario, digiunare, fare tante pratiche di devozione, tutto questo non è sufficiente. Ciò che conta è donare al di là di ogni ricambio e di ogni riconoscimento. Nei detti dei Padri del Deserto si racconta che una vergine digiunava sei giorni la settimana e aveva imparato a memoria l’Antico e il Nuovo Testamento. Il suo Padre spirituale, un giorno le domandò: “Sei capace di preferire gli estranei ai parenti e di perdonare chi ti ha offeso?” Lei rispose negativamente. Il Padre spirituale sentenziò: ” il digiuno e la Bibbia, in questo caso, non servono a niente, hai solo ingannata te stessa”. Ciò che conta è sopportare al di là di ogni giustizia, ciò che conta è porgere l’altra guancia. Nei Santi,troviamo a riguardo degli esempi da imitare. Molti di essi come benefattori dell’ umanita’ hanno avuto bisogno di aiuti materiali ed economici perché case, impianti scolastici ed artigianali, maestri ed istruttori costano molto. Si racconta che un giorno San Giovanni Bosco, che andò a bussare alla casa di un benestante, per un’opera pubblica, a favore dei giovani, che egli amava tanto e ci teneva che ricevessero un’educazione cristiana e non stessero in mezzo alla strada, gli fu mollato uno schiaffo. Al che, il Santo disse:” Questo schiaffo è per me e per i miei ragazzi, che cosa mi dai?”. E così dicendo porse la guancia ancora illesa e ottenne un’abbondante elemosina. Un fatto analogo lo leggiamo nella biografia di San Leopoldo. Il 14 Luglio 1934, il confessore di Padova si trovava nel tram per raggiungere un convento di suore, per le confessioni. C’era molta gente e il confessore dovette spingere un po’ per raggiungere la porta d’uscita. Urtò un giovane, noto come il bullo del quartiere, che senza complimenti gli mollò un ceffone. Il Santo sorridendo disse: “Mi faccia bello anche dall’ altra parte, perché farei brutta figura andando in giro rosso solo da una parte” . Il ragazzo rimase talmente confuso che si inginocchiò in mezzo alla gente e gli domandò perdono. Il confessore gli batté amichevolmente la mano sulla spalla e disse:”Niente, niente, amici come prima”. Chiediamoci che cosa significa amare. Gesù ci invita ad andare nella direzione del concreto. Nella Rivista “Vita Missionaria”, un giorno lessi un episodio molto interessante. Una madre chiese al direttore del carcere di visitare Roy, l’uccisore di suo figlio. Appena fu sulla soglia della cella, Roy cadde davanti ai suoi piedi, domandando perdono. Lei gli disse:” Si figlio mio, ti perdono, ti ho già perdonato. L’assassino replicò:” Ma lo sa signora, che suo figlio non mi aveva fatto niente di male?, sono stato condannato a vent’anni, ma se mi dessero cento anni di carcere, non riuscirei a scontare un delitto così grande”. “Sono contenta”, rispose la donna, che mio figlio sia morto innocente. “Ora prego Dio e che come Dio ti ha già perdonato, anch’io ti perdono di cuore e che la clemenza umana imiti la clemenza divina, anzi, poiché tu sei stato sfortunato e non hai mai avuto una famiglia, permettimi, di essere da oggi, tua madre”. Il perdono è il cuore dell’ amore cristiano, è il cuore del messaggio evangelico, realizzarlo o rifiutarlo significa aderire a Cristo o rifiutare Cristo, con le dovute conseguenze. Chiediamo al Signore di donarci un cuore pieno di misericordia per vincere la violenza nella famiglia, nell’ambiente del lavoro e nella società. Chiediamo al Signore di donare un cuore pieno di misericordia a tutti voi, vincendo il male con il bene. E che questo messaggio, iniziando dall’Alto Casertano raggiunga quante più famiglie. Buona e Santa Domenica! Don Antonio.

About Redazione (12711 Articles)
Redazione di Casertasera.it Email: redazione@casertasera.it

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: