COME È POSSIBILE AFFERMARSI DISCEPOLI? LO SPIEGA A NOI DON ANTONIO NACCA

Carissimi lettori, la Parola di Dio di questa Domenica è di una bellezza inaudita. Se la leggiamo attentamente ci accorgiamo di essere afferrati da un amore sconfinato e se la rileggiamo ancora con più attenzione, ci lascia veramente nello stupore più grande. Perché? La risposta la troviamo non solo nella prima Lettura che ci parla di un Dio che mai si dimentica di noi, ma anche nel Salmo Responsoriale che afferma che Dio è nostra roccia e nostra difesa e solo in Lui possiamo trovare rifugio e forza e davanti a Lui dobbiamo aprire il nostro cuore. Inoltre la troviamo nella Seconda Lettura, nella quale San Paolo esprime alla Comunità di Corinto come Dio mette in luce quelli che sono i segreti del nostro cuore, non rimane nascosto nulla a Lui e non dobbiamo avere assolutamente dubbi. Infine nel Vangelo che porta l’esempio del cieco e quello dell’albero e del frutto. Con questi paragoni Gesù ci vuol far capire che solo chi è buono dentro lo sarà anche al di fuori e solo Lui può aiutare gli altri nel cammino della santità e della salvezza. Chi invece è disonesto e malvagio, come gli scribi e i farisei ipocriti, come può curare la disonestà e la malvagità degli altri? Costui, dal punto di vista morale è un cieco, che guida alla rovina un altro, cieco come lui. È un corrotto, che corrompe, e’ un incredulo che porta all’empietà, è un truffatore che spegne negli altri il senso della giustizia. Gesù spiega questa similitudine del cieco con quella della trave e della pagliuzza. Chi porta dentro di sé grosse travi di malignità, come gli scribi e i farisei, come può rimuovere la pagliuzza dell’ imperfezione degli altri? Solo colui che è veramente santo nel cuore porta frutti di santità e può guidare gli altri alla vita buona. È questo il giusto che fiorirà come palma, di cui parla il Salmo Responsoriale. Il comportamento richiesto dal testo evangelico, attenzione, non è solo il rifiuto dell’arroganza ma è l’interiorità. Colgo l’occasione per ricordarvi che Mercoledì prossimo è il Mercoledì delle Ceneri. Sia il Mercoledì delle Ceneri che il Venerdì Santo sono giorni di digiuno e di astinenza dalle carni. Tutti i Venerdì di Quaresima sono giorni di astinenza. Sono tenuti ad osservare la legge dell’astinenza tutti coloro che hanno compiuto i quattordici anni. Alla legge del digiuno invece sono tenuti tutti quelli che hanno compiuto i diciotto anni fino ai 60 anni incominciati. Chi però nei giorni di astinenza e di digiuno si trovasse nell’ impossibilità di adempiere alla legge, è tenuto a sostituire l’astinenza e il digiuno con altre opere di penitenza. Preghiamo oggi in modo particolare, come ci invita a fare Papa Francesco per la pace in Ucraina e in tutto il mondo, affinché tutte le parti coinvolte si astengono da ogni azione che provochi ancora più sofferenza alle popolazioni, destabilizzando la convivenza tra le nazioni e screditando il diritto internazionale a rispondere con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno il Mercoledì delle Ceneri, facendo una Giornata di digiuno per la pace. Gli esempi, le similitudini e i paragoni dei quali Gesù si serve, li coglie dalla vita, perché Egli ha il senso della realtà. Nessun uomo e’ un’isola nel senso che la nostra vita è fatta di relazioni. Noi dunque viviamo di relazioni, ma non è facile viverle. Se non ci modelliamo su Gesù Maestro, come Colui che ci rende capaci di vedere e di plasmare la nostra libertà, se non camminiamo con Gesù, testimoniandolo in parole e in opere, se non ci accostiamo con frequenza ai Sacramenti e sostituiamo questi, per comodità o per ignoranza con altri mezzi, che sono condannati dalla Chiesa, come possiamo dire di essere suoi discepoli? E allora che cosa dobbiamo fare? Come suoi discepoli dobbiamo metterci in atteggiamenti di ascolto della sua Parola. Se la Parola di Gesù non ci scuote dentro, non serve a nulla, resta una lettera morta e se dopo averla ascoltata, restiamo tali e quali come prima, vuol dire che in noi non avviene nessun cambiamento, nessuna trasformazione in bene. Se invece la Parola di Gesù ci scuote dentro, serve a interrogarci sulla nostra vita cristiana, serve a metterci in crisi e solo in questo modo può portare frutti di bene. Tutti dobbiamo prendere coscienza che se tanti mali affliggono la nostra società è perché nella famiglia non viene data una buona testimonianza. Allora impegniamoci in questo senso. E con questo impegno, iniziando dall’ Alto Casertano e raggiungendo quante più famiglie, prepariamoci nel cammino quaresimale, che è un cammino di preghiera, di digiuno e di penitenza. Buona e Santa Domenica! Don Antonio
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