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RUBRICHE- DON ANTONIO CI CONDUCE ALLA PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA

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Carissimi lettori, eccoci giunti alla Prima Domenica di Quaresima, dopo essere stati preparati Mercoledì scorso, con il rito dell’imposizione delle Ceneri a vivere questi giorni nella penitenza, nel digiuno, nella preghiera, nell’ ascolto della Parola di Dio, nei gesti di carità e nel convertirci. Occupati come siamo dalla vita di ogni giorno, da tanti impegni e da tante preoccupazioni, abbiamo bisogno di riflessione, di silenzio, di meditazione e la Quaresima è il tempo privilegiato perché ciò avvenga. Solo mortificandoci possiamo raggiungere la vita eterna, come hanno fatto tanti santi che si sono esposti al disprezzo pubblico, come ha fatto San Francesco d’Assisi, come hanno fatto i suoi seguaci, con la penitenza, con la preghiera e con il soccorrere i poveri. Come faceva Santa Brigida di Kildare che nelle lunghe notti d’inverno si immergeva nelle acque ghiacciate di uno stagno pregando gioiosamente. Come faceva la nobildonna Maria di Diguas che andava di notte mendicando porta a porta, in polemica con le ricchezze accumulate dalla sua famiglia, per aiutare i poveri. Come faceva Ida di Nivelles del secolo XIII che provvedeva ai molti poveri, che aveva accolto e che serviva gioiosamente. Solo accogliendo la Croce possiamo raggiungere la vita eterna. La prima volta che San Pietro e San Giovanni furono sottoposti alla flagellazione si mostrarono felici perché era stata concessa loro la grande fortuna di soffrire qualcosa per il nome di Gesù. E così hanno fatto tutti gli altri martiri e così, come vediamo dalle cronache dei giornali e della televisione, l’ immolazione continua anche oggi, da parte di uomini e di donne e di bambini in tutti i continenti. Ricordiamo che siamo chiamati come Cristo, a fare la nostra scelta. Come avvenne in Sicilia e in Campania, dove due sacerdoti don Puglisi e don Diana, mio compagno di Seminario ad Aversa, furono crivellati di colpi perché predicavano il diritto e la giustizia contro i soprusi della criminalità. In questa Prima Domenica di Quaresima, la Parola di Dio ci ricorda che siamo soggetti alle tentazioni. Si tratta di tentazioni che possiamo superare come ha fatto Gesù, se abbiamo la certezza che Dio è presente ogni giorno nella nostra vita. Si tratta di tentazioni che possiamo superare se accettiamo Dio come più importante del pane, come fa Gesù, quando tentato dal diavolo di trasformare la pietra in pane dice:” Non di solo pane vive l’uomo”. Si tratta di tentazioni, che possiamo superare se accettiamo Dio come più affascinante della gloria del potere, come fa Gesù, quando tentato dal diavolo, che promette di dargli tutti i regni della terra, che gli mostra da sopra al monte, se si prostra davanti a lui, Gesù risponde dicendo: ” Sta scritto solo davanti a Dio ti prostrerai e solo Lui adorerai”. Si tratta di tentazioni che possiamo superare se accettiamo Dio più rassicurante dell’ arroganza, come fa Gesù, quando tentato dal diavolo di buttarsi dal pinnacolo del Tempio di Gerusalemme, tanto dice il diavolo, verranno gli angeli a salvarti , risponde dicendo:” Sta scritto non tenterai il Signore Dio tuo”. Come vediamo ci troviamo di fronte a tre tentazioni: il pane, il potere e il prestigio. Ma in realtà la tentazione è una sola. Il diavolo vuole distogliere Gesù dalla sua missione, che consiste nel fatto che Egli non è venuto per sfamare gli uomini con un pane materiale, ma con la Parola di Dio. Egli è venuto a realizzare il Regno non attraverso il potere e il prestigio, ma attraverso l’obbedienza e il dono di sé fino alla morte. In molte chiese italiane dire Quaresima significa dire solidarietà. E così diventa quasi spontaneo, una volta tanto, mettere mano al portafogli, per aiutare i poveri. Certamente non dispiace una Chiesa che organizza il miracolo del pane e della solidarietà. Ma questa è la Chiesa? è questa la Quaresima? Non si tratta di una scorciatoia che Gesù ha rifiutato? La Quaresima non consiste nel mettere mano al portafogli, dando magari il superfluo, ma consiste nel restituire il primato alla Parola di Dio, la quale ci spinge al cambiamento del cuore e a rimettere ordine dentro, insieme alla Preghiera e ai Sacramenti, per vincere le tentazioni. Iniziando dall’ Alto Casertano, cerchiamo di mettere in pratica ciò che la Quaresima ci invita a fare, raggiungendo quante più famiglie per recuperare la certezza che solo Dio è il Bene. E allora ritorniamo a Lui con tutto il cuore, cercando riparo all’ ombra delle sue ali, nel deserto di ogni voce umana e nell’ abbraccio della sua misericordia. E preghiamo perché veniamo liberati dalla pandemia e che la guerra in Ucraina finisca al più presto possibile e il Signore protegga tutti gli abitanti, in particolare i bambini e le loro mamme e vegli su di loro. Buon cammino quaresimale! Don Antonio Nacca

 

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