SOCIOLOGIA – PERCHE NO UNA DONNA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 Donna e Democrazia, avremo mai ciò che è all’altezza delle nostre “opportunità ” o i nostri diritti resteranno solamente argomenti di intrattenimento?

Anna Gloria ’75

 

*Gentile Lettrice, è l’indignazione tra le indignazioni di queste ultimi giorni – settimane;  quella del “fallimento democratico”. Un’azione politica fallimentare, va detto. Lo specchio dell’instabilità in cui versa il sistema democratico italiano, in tutto il ” splendore” un collasso sociale in piena regola. Confusione nei ruoli tra protagonismo ed incertezza. Il non voler affidare ad una Donna un ruolo cosi importate e prestigioso, come la più altra carica dello Stato né è la prova. Poteva essere l’ elezione della 1ª Presidente della Repubblica Donna, della storia della Repubblica italiana, l’ azione concreta di riconoscimento alla democrazia.  Purtroppo sappiamo, anche se ci duole ammetterlo che, purtroppo, i giochi di palazzo hanno il sopravvento su ogni requisito morale di  imparzialità e senso di responsabilità.

Non dimentichiamo, oltremodo, che le  Donne il loro riscatto lo difendono da quel  lontano 1° febbraio 1945.  Giorno in cui, per la prima volta, si recano alle urne. Finalmente  diventano cittadine pari agli uomini e possono godere dell’uguaglianza giuridica, partecipando così alla costruzione della Democrazia.

Ha ragione Lella Golfo, giornalista sempre in prima linea per ciò che riguarda le politiche sociali ed in particolare schierata  dalla parte delle Donne da sempre. Ha  pronunciato  parole forti ma purtroppo vere:  «Non c’è mai stata davvero la volontà politica di eleggere una donna». Quanto è temuta la Donna nella società moderna? Aggiungo. La sua una dichiarazione, frutto di un’ analisi inopinabile, forse discutibile solo se il fine è quello del riconoscimento. Un gioco di parole ma l’opportunità è stata sprecata.Sembra quasi superfluo ribadire il concetto di  pari diritti e pari opportunità delle Donne a cospetto degli uomini nel 2022 invece molto ancora c’è da ribadire, purtroppo. Infatti l’Agenda 2030 fissa al quinto posto tra i propri obiettivi per lo “sviluppo sostenibile” il raggiungimento effettivo della parità di genere.Con Lei e le migliaia di altre Donne di ieri e di oggi.

 *Dott.ssa Roberta Marra, laureata in Sociologia presso l’Università degli studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, con tesi di laurea in “ Diritto alla riservatezza e d’informazione: vizi e virtu’ della comunicazione giornalistica. Master di specializzazione in psicologia giuridica pedagogia con tesi dal titolo: “Lo stalking tra reato e patologia, ossessione e sentimento personalità e dinamiche socio relazionali”.

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