“L’ECONOMIA NON UCCIDE”, PRESENTATO IERI IL LIBRO DI DON ANTONELLO GIANNOTTI

Caserta, 11.03.2022, di Annibale Bologna|Caserta. Si e’ tenuta, ieri sera, presso la grande sala del Teatro della Parrocchia  “Buon Pastore” del capoluogo, la presentazione del libro “L’economia che non uccide”, scritto dal vulcanico parroco don Antonello Giannotti.Preceduto dal saluto alla platea fatto dal Vesovo di Caserta, monsignor Lagnese, alla presenza di un pubblico attento e foltissimo, ha introdotto i lavori, collegato da remoto, il professor Stefano Zamagni, apprezzato economista in materia sociale, nonche’ presidente della pontificia accademia delle scienze sociali. L’economista, che ha curato anche la prefazione del testo, ha evidenziato, da subito, l’importanza che ha avuto, sin dagli esordi e nel campo dell’Economia Civile, la scuola di pensiero napoletana con  il fondamentale contributo fornito da Antonio Genovesi che ne ha determinato la genesi sino a farne oggetto di studio presso le Universita’ inglesi. Zamagni ha evidenziato come l’economia civile, a differenza di quella politica, non  sia elemento di divisione in ambito sociale bensi’ tenda ad unire i singoli interessi individuali stemperando la competizione eccessiva ed a volte distruttiva  tra gli uomini.A parere del professore, le stesse Universita’ cattoliche sbagliano ad incentrare il loro studio spaziando, quasi sempre,  nel solo campo dell’ economia politica tralasciando, in tal modo, il messaggio del bene comune insito nella ricerca dell’economia civile.A seguire, l’ intervento della professoressa  Enrica Carbone, docente di scienze politiche presso l’universita’ Jeann Monnet.La docente ha evidenziato il falso mito incarnato dall’ “homo oeconomicus”, esaltato  all’eccesso sino ai giorni nostri. In realta’ l’azione di tale modello puo’ dirsi positiva solo se il suo modo di agire ha riflessi costruttivi in ambito sociale. Viceversa, spesso la sua azione ha negativi riflessi anche in ambito ambientale; il che costringe lo Stato, ossia, il pubblico ad intervenire per rimediare, per quanto possibile, ai guasti causati dai singoli.Ha, infine, concluso i lavori l’autore del testo che, in modo chiaro, ha evidenziato come il libro debba essere inteso quale mera provocazione nonche’  modello di orientamento  sociale soprattutto nei difficili giorni che stiamo vivendo,  senza pretendere  di essere  quale modello scientifico per il lettore, essendosi l’autore, ispirato, in via prioritaria, all’enciclica “laudato sii” di Papa Francesco.   Con grande soddisfazione dei presenti materializzatasi con un lungo e sentito applauso, i lavori si sono conclusi alle ore 20,00 nel pieno rispetto dei tempi stabiliti.

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