RUBRICHE-DON ANTONIO CI SPIEGA COME E’ POSSIBILE AIUTARE IL PROSSIMO

Carissimi lettori, la Quaresima è giunta ormai a metà del suo cammino. Anche a noi, come a Mosè, Dio può presentarsi nel modo più impensato e nel luogo più imprevedibile, per affidarci la grande missione di liberare il nostro cuore dalla schiavitù del peccato. E così potremo aiutare il prossimo in questo cammino di libertà. Non perdiamo tempo e approfittiamo di ogni istante per essere graditi a Dio, che è infinita bontà e misericordia. L’angelo del Signore apparve a Mosè in forma di fuoco in mezzo ad un roveto. Un fuoco, che bruciava, ma non consumava. Così è della Parola di Dio. Brucia la nostra vita ma non la distrugge. Ci inquieta, ma non ci annienta. Questo fuoco così particolare si fa parola viva, si fa parola toccante. Chiama Mosè per nome. In quel deserto sconfinato, mentre si trovava solo, con il suo gregge, egli non era né solo e né abbandonato. Mosè si sentì dire :”Non avvicinarti, togliti i sandali dai piedi, perché il luogo dove stai è terra santa”. Mosè non solo si tolse i calzari, ma si velo’ anche il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. Come vediamo non si può stare impunemente alla presenza di Dio. Ancora oggi in Oriente, quando si entra nei luoghi sacri, bisogna togliersi le scarpe. Di fronte a Dio dobbiamo scoprire il senso della nostra pochezza e prostrarci davanti a chi è tanto più grande di noi, infinitamente più grande, nella potenza e soprattutto nell’ amore, perché Egli si preoccupa di noi e si prende cura della nostra vita al punto tale da inviarci il suo Figlio, l’Emmanuele, il Dio con noi. La definizione che Dio ha dato di se stesso raggiunge in Gesù il suo culmine. Potremmo dire che Gesù è diventato Lui stesso il roveto ardente, infatti Egli stesso dice:” Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso” e ancora:” Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”. Oggi il Vangelo ci presenta Gesù come il vignaiolo che intercede presso il padrone per la pianta di fico. Per vari motivi quell’albero non ha prodotto frutti. Il padrone sdegnato vuole tagliarlo, ma il vignaiolo insiste per aspettare e il padrone acconsente. Questa è la descrizione della vicenda della nostra vita, spesso senza frutto, salvata dalla misericordia di Gesù che si è fatto compagno, amico e difensore di ognuno di noi. Ma Egli chiede che ci lasciamo toccare il cuore. Questo tempo di Quaresima ci è dato per la nostra conversione. Dio non è intento mandarci disgrazie perché ci ravvediamo. Questa è una concezione distorta di Dio e purtroppo molto diffusa. Tuttavia il richiamo all’ urgenza della conversione e’ grave e serio. Per evitare di farci noi stessi del male, come dice San Paolo: ” Chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere. Questo messaggio, partendo dall’Alto Casertano arrivi a quante più famiglie , tenendo presente che il credente ha bisogno di essere richiamato anche al timore di Dio. Ma Gesù si è adoperato a farci sapere che Dio è un amico, pronto ad accordarci sempre la sua benevolenza e il suo perdono. Ricordiamo sempre che anche quando l’uomo è peccatore, ha diritto a sapere che al di sopra di sé non vi è un giudice severo e inappellabile, con l’arma spianata per punirlo, ma sempre un Padre con le braccia aperte, pronto ad accoglierlo. E in questo contesto vogliamo pregarlo per la pace in Ucraina e in tutto il mondo perché apra il cuore degli uomini al dialogo e sostenga l’impegno degli operatori di pace. E sul ricorso delle armi prevalga il negoziato, sull’incomprensione l’intesa, sull’offesa il perdono e sull’odio l’amore. E che non ci sia più la guerra. Buona e Santa Terza Domenica di Quaresima! Don Antonio Nacca
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