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RUBRICHE- DON ANTONIO CI CONDUCE ALLA DOMENICA DELLA GIOIA

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Carissimi lettori, quella di oggi, è la Domenica della gioia, perché ci invita ad esultare, per essere amati da Dio. Egli si prende cura di noi, con tenerezza. Questa gioia ci viene presentata in modo concreto, nella vicenda dell’ incontro-abbraccio tra il figlio e il padre misericordioso. Questa gioia che troviamo nella Liturgia della Parola di oggi non nasce da noi. È un dono che viene dall’Alto. Non viene dalla nostra onestà o dalle nostre qualità. Essa trova ragione nel fatto che qualcuno ci accoglie così come siamo, senza neppure un previo esame. Il Vangelo di oggi inizia dicendo che si avvicinarono a Gesù, tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo:” Costui riceve i peccatori e mangia con loro. Nel Vangelo viene sottolineato questo strano pubblico che si accalca attorno a Gesù. Per i farisei invece è segno di scandalo, perché la comunanza della mensa con i peccatori, significa coinvolgimento nelle loro impurità. La loro accusa contro Gesù, come vediamo, non era di poco conto. Questa scena è per noi Vangelo. È davvero una buona notizia che uno come Gesù, frequenti i peccatori. Questa scena si ripete ogni giorno nella Santa Messa. Perché l’Eucaristia è il banchetto di Gesù con noi tutti peccatori, durante il quale conversa con noi e ci dona da mangiare il suo pane e da bere il suo calice. E allora ringraziamo il Signore per questo dono, grande e immeritato. Solo chi crede di stare a posto e pensa che non ha bisogno di niente, non capisce questa pagina evangelica e tutto sommato non riesce neppure a gustare la gioia che essa promana. Solo chi non ha bisogno di essere accolto, perdonato e abbracciato ragiona allo stesso modo dei farisei e degli scribi. Come si difende Gesù da questa accusa? Non parlando di sé, bensì parlando del Padre. E narra la nota parabola del Figliuol prodigo, o meglio del Padre misericordioso. Forse è tra le pagine più sconvolgenti. Si apre con la richiesta al padre del figlio più giovane di voler la sua parte di eredità. Ottenutala, va via di casa. La sua vita inizialmente brillante e piena di soddisfazioni è poi colpita dalla violenza della carestia e quindi dall’ abbandono degli amici. Restato solo è costretto a fare il guardiano dei porci. L’unico modo che trova per sopravvivere. La vita di questo figlio è spezzata, come spezzati sono i suoi sentimenti. Quanto gli è amaro ricordare i giorni in cui stava con suo padre. Ma è proprio questo pensiero amaro, a farlo rientrare in se stesso. Si alza dalla sua tristissima condizione e s’incammina verso casa. Il padre sta in attesa. Possiamo immaginarlo sul terrazzo di casa, che scruta l’orizzonte, nella speranza di vedere il figlio avvicinarsi. Quando il figlio è ancora lontano, il padre lo vede e commosso gli corre incontro, gli si getta al collo e lo bacia. Sta tornando dai campi il figlio maggiore, tutto casa e lavoro. Appena apprende il motivo della festa, va su tutte le furie e non vuole entrare. Ancora una volta è il padre che esce incontro e prega quel figlio, perché comprenda la bellezza di quanto accaduto ed entri a far festa anche lui. Non solo non entra, addirittura ha parole dure verso il padre, il quale risponde con dolcezza e anche con fermezza. Che splendida parabola, quella di oggi! In una società così avara nell’ accogliere i deboli, così poco pronta a perdonare, com’è la nostra, le parole che abbiamo ascoltate sono davvero preziose.Abbiamo tutti bisogno di un Padre , così come ce lo presenta il Vangelo di oggi. Tutti abbiamo bisogno di una casa, come questa, dove non solo siamo accolti, ma abbracciati con gioia. Questo messaggio partendo dall’Alto Casertano, possa raggiungere quante più famiglie, per essere vissuto e realizzato nel miglior dei modi. E allora rallegriamoci di questo amore estremo e in esso dimoriamo, lasciandoci plasmare in una vita rinnovata e filiale. E col desiderio della pace che possa davvero concretizzarsi nell’ umanità e in particolare nel popolo ucraino e nel popolo russo. Buona e Santa Quarta Domenica di Quaresima! Don Antonio Nacca

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