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CASERTA E I SUOI PONTI BORBONICI SFREGIATI. INTERVENIRE SUBITO E’ D’OBBLIGO

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Annibale Bologna|Caserta. Non e’ da tutte le citta’ meridionali godere della presenza, nella propria area, di piccoli ed armoniosi   ponti di epoca borbonica. E, sotto tale aspetto,  Caserta e’ fortunata avendo in  disponibilita’, nel territorio del proprio comune, ben due collegamenti che permettono il passaggio sia verso la frazione di Ercole si verso quella  di Sala. Si tratta di vere e proprie opere d’ingegneria d’epoca, che solcano la zona sottostante il parco della Reggia e che, in linea d’aria, non sono molto distanti tra loro. Ma appunto perche’ incuneati in una contesto artistico unico, tra i piu’ visitati ed ammirati d’italia, meriterebbero la giusta   considerazione  e rispetto da parte della Citta ‘ ospitante. Purtroppo, stando ai fatti ed agli eventi documentati che accadono con periodica frequenza,  tale rispetto non solo manca’ ma fa a pugni con il modo in cui essi vengono trattati. Ci riferiamo al ponte di Ercole  ed a quello di Sala.Il primo puo’ essere definito  come il ponte “lapidato” essendo, oramai, decine  e decine gli eventi che ne hanno determinato lo sfregio delle cornici marmoree a causa di  ingressi impropri di furgoncini e piccoli camion che, per altezza sproporzionata, vanno a cozzare contro la sua parte alta provocando danni che solo per un caso fortuito, non sono divenuti irrimediabili. Ovviamente, da parte dell’organo deputato alla gestione della circolazione cittadina, occorrerebbe un po’ di applicazione in piu’ al fine di individuare strumenti di dissuasione concretamente efficaci al fine di  impedire il passaggio dei suddetti veicoli e non certo attraverso l’apposizione di una striscia orizzontale metallica che, come e’ constatabile dalla foto, offende anche l’armoniosa architettura su cui essa e’ stata  impropriamente apposta. Allo stesso modo, l’altro ponte, quello della  frazione di Sala e’ oggetto di una mirata azione che definire vandalica offende l’etnia citata. Come  e’ visibile dall’altra foto che pubblichiamo solo per rispetto alla verita’ che sempre cerchiamo di documentare, sulla cornice di pietra del suo ingresso, con provenienza Caserta, compaiono da settimane  inequivocabili ed evidenti e nauseabondi escrementi di origine non animale, bensi’ umana. In merito, preferiamo astenerci dal commentare il tutto. Ma e’ proprio questo non amore, questa offesa continua a cio’ che in altre citta’ sarebbero considerati fiori all’occhiello urbani, a far si che si rafforzi in noi, purtroppo con dolore, l’idea che Caserta sia divenuto un  capoluogo di provincia davvero non baciato dalla fortuna.

 

 

 

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