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ALIFE, ALLA EX SCUOLA AGRARIA UNA INCIVILTÀ E UN DEGRADO NEANCHE DA TERZO MONDO

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Emiddio Bianchi. Alife. Più volte ci siamo occupati della scuola Agraria di Alife, una succursale della sede centrale di Piedimonte Matese. Nel

corso degli anni, nonostante gli appelli di chi l’ha frequentata per anni, alunni e professori, dei nostri servizi ed anche di qualche amministratore che ha avuto la bontà di alzare la cornetta del telefono per far sentire la sua voce, è andata sempre a peggiorare le sue condizioni di una ex istituzione che è anche gratificante definire da terzo mondo. La scuola Agraria, o meglio quel che si riesce a vedere fra mura

diroccate e immondizia, in quel che resta di una scuola che dovrebbe essere curata dalla Provincia, si trova alla periferia cittadina, adiacente la provinciale 150 e una frequentatissima pizzeria. Chi passa da quelle parti e in particolare in via Fontanelle può vedere le immagini che mostriamo solo in parte, giusto per una questione di decenza nei riguardi di una città esemplare come Alife. Ma non per chi, ad altri è deputato l’incarico, è andato a smaltire in quel luogo immondizia di ogni genere e, udite udite, quintali se non tonnellate, di volantini

pubblicitari di noti supermercati della zona, quelli che andrebbero messi nelle cassette postali e, al limite, smaltiti in altro modo. Qualche giorno fa, accompagnati da un professore che ha insegnato in quello storico posto, ci siamo recati, per l’ennesima volta, a sincerarci se qualcosa fosse cambiato. In effetti qualcosa è cambiato, ma in peggio. L’edificio abitato dalla preside e dall’autista fino a qualche anno fa è ormai ridotto a discarica. Immondizia dappertutto, persino rifiuti speciali e tossici, scaricati presumibilmente in maniera quasi quotidiana, visto che nessuno nota niente. Anche quella che era una splendida stalla o il casolare dove abitava un ex professore sono ridotti allo stesso modo, come pure le aule degli studenti, piene di vasi per il cesso anziché dei banchi, delle porte e delle finestre. In effetti, qualcuno ci è andato ad abitare, prima che divenisse luogo adibito ad altre funzioni e la Legge non ci mettesse mano. Adesso è quello che si vede dalle foto, il tutto situato dentro un uliveto che non sappiamo per quale motivo viene invece curato. Un degrado ed una inciviltà che continuerà ad interessarci, sperando che lo facciano anche quelli adibiti a farlo.

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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