RUBRICHE-DON ANTONIO CI PORTA ALLA DOMENICA DELLE PALME

Carissimi lettori, questa Domenica è considerata dalla Liturgia, come la “Domenica delle Palme nella Passione del Signore”, perché commemora l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, per consumare il suo Mistero Pasquale. Ogni volta, dopo aver ascoltato il racconto della Passione di Gesù, capita sempre di sentirci commossi e dispiaciuti, pensando che Gesù, Uomo buono ha dovuto soffrire tanto e morire sulla Croce. E questo solo perché aveva parlato del Vangelo e aveva detto di essere il Figlio di Dio. Quello che colpisce di più nella Passione di Gesù è la folla, perché si tratta di una folla che urla all’indirizzo di Gesù :” Sia crocifisso”, quella stessa folla che cinque giorni prima lo aveva osannato. E Pilato non seppe resistere. Quell’Uomo dopo essere stato rivestito per burla con abiti da re, fu torturato, schiaffeggiato e coronato di spine. Poi fu condotto fuori della città. Anche per nascere dovette trovare una stalla fuori Betlemme. E fuori città, verso una collinetta, chiamata Golgota, fu inchiodato su di una croce, con due ladri, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. Su quella croce, quell’Uomo buono, morì. Si chiamava Gesù e veniva da Nazareth. Non ci vuole tanto a dire che quella morte fu ingiusta. La morte, del resto non è mai giusta, nemmeno dopo i crimini più brutti. Ma è davvero facile dire che la morte di quell’Uomo fu ingiusta. Perché non aveva fatto nulla di male, anzi aveva fatto bene ogni cosa, così notò una volta la gente. Se ascoltiamo questo racconto della Passione con un po’ di cuore, proviamo un senso di afflizione e di rammarico. In questo contesto, preghiamo perché il Signore ci liberi totalmente dalla pandemia. Preghiamo pure per la pace in Ucraina e per tutti i popoli dilaniati dalle atrocità delle guerre. Le loro lacrime e il sangue delle vittime non siano sparsi invano, ma affrettino un’era di pace, che scaturisce dalle piaghe gloriose di Cristo Gesù, che nella Passione ha sperimentato e provato l’abbandono più grande. Perché tutto questo? Ancora una volta per noi, per servirci. Perché quando ci sentiamo con le spalle al muro, quando ci troviamo in un vicolo cieco, senza luce e via d’uscita, quando sembra che perfino Dio non risponde, ci ricordiamo di non essere soli. Gesù ha provato l’abbandono totale, la situazione a lui più estranea, per essere in tutto solidale con noi. I Cristiani, noi, non siamo degli eroi. Siamo come tutti. Ma se i nostri occhi incrociano gli occhi di quell’ Uomo che va a morire, anche noi ricorderemo le Parole del Signore e saremo liberati dalle nostre paure. Oggi Gesù dice a ciascuno :”Coraggio, apri il cuore al mio amore. Sentirai la consolazione di Dio che ti sostiene. E questo messaggio spirituale, partendo dall’Alto Casertano, mi auguro che raggiunga quante più famiglie, per metterlo in pratica e viverlo nel miglior dei modi, in questa Settimana che ci prepara alla Santa Pasqua. Buona e Santa Domenica delle Palme! Don Antonio Nacca

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