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RUBRICHE- LA TERZA DOMENICA DI PASQUA E NEL VANGELO CON DON ANTONIO NACCA

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Carissimi lettori, quella di oggi è la Terza Domenica di Pasqua e nel Vangelo, Gesù Risorto si manifesta per la Terza volta ai suoi discepoli. Anche per noi è la terza volta che dalla Pasqua, ci troviamo nella Liturgia domenicale, attorno all’ invito che Gesù stesso ci rivolge, come fece allora con i suoi discepoli:”Venite a mangiare “. Oggi, come allora, vediamo ripetersi la stessa scena e sentiamo le medesime parole di Gesù che prese il pane e lo diede loro. È una scena a suo modo scarna, eppure colma di domande, soprattutto di una domanda: quella che Gesù, proprio all’alba del giorno, rivolse a Simon Pietro. Non era, come vediamo, una domanda sul passato o sulle delusioni e neppure sulle non poche paure. Gli chiese solamente:” Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?”. Gesù interpellò Pietro sull’amore. Non gli ricordo’ il tradimento di qualche giorno prima. L’ amore, copre un gran numero di peccati . E Pietro, che pure si era vergognato davanti a lui e gli era corso incontro, prontamente rispose:”Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Era una risposta più vera e più umana di quella che aveva dato quel Giovedì sera al Cenacolo quando disse a Gesù:”Per te sono disposto ad andare fino alla prigione e alla morte”. E, a lui che non meritava nulla, Gesù disse:”Pasci i miei agnelli, ossia sii responsabile degli uomini e delle donne che ti affido”. Proprio Pietro che aveva mostrato di non essere in grado di restare fedele, doveva essere il responsabile. Proprio lui? Si perché Pietro incominciò ad accogliere l’amore che Gesù stesso gli domandava, perché nell’amore si diviene capaci di parlare, di testimoniare, di prendersi cura degli altri. Gesù non solo una volta lo interrogò sull’amore, ma tre volte, ossia sempre. Anche a noi ogni giorno ci viene chiesto se amiamo il Signore. Interroghiamoci sull’amore, perché a volte siamo portati a dire degli altri, quello che pensiamo, che spesso non è la verità, a dare giudizi affrettati e senza accorgecene mettiamo in difficoltà gli altri, considerandoli per quello che non sono, per quello che non hanno mai fatto e né pensato mai di fare. Preghiamo il Signore che ci aiuti a vivere l’amore e a sentirci solidali con coloro che ne hanno bisogno. Che hanno bisogno delle nostre preghiere. Possa questo messaggio, partendo dall’Alto Casertano, raggiungere quante più famiglie, con la speranza che lo prenderanno in considerazione per realizzarlo e viverlo. Oggi oltre ad essere la Terza Domenica di Pasqua è anche la Memoria di San Giuseppe Lavoratore. A Lui, grande lavoratore vogliamo rivolgerci affinché il nostro lavoro sia fatto con onestà, senza mai scoraggiarci e senza mai mancare di fede. E con Lui possiamo condurre sulla terra una vita pacifica e santa, preludio di quella eternamente felice che speriamo di trovare in cielo. Per sua intercessione, chiediamo al Signore la liberazione dalle guerre e dalla pandemia e che regni la pace in Ucraina. Ogni giorno ci viene affidata la cura degli altri. È questa la Chiesa del Cristo Risorto. L’unica forza, l’unico titolo, che ci permette di vivere è l’amore per il Signore . È Lui che ci ha amati per primi, e mai più ci abbandonerà, anche quando un altro ci cingerà la veste e ci porterà dove non vorremmo. Quello che conta è la fedeltà a quella scena sulla riva del lago, che ogni domenica si ripete per noi. Quella scena ha un sapore di eternità. Buona Terza Domenica di Pasqua! Don Antonio
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