SOCIOLOGIA, L’URBICIDIO, LA SOCIOLOGA CI SPIEGA LE CONSEGUENZE

Gentile dottoressa, Ho letto sulla sua pagina Facebook, un post nel quale ha menzionato il termine ” URBICIDIO “. Sarebbe interessante saperne di più.

Flavia S.

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Gentile lettrice, il concetto di Urbicidio si inserisce nel contesto delle conseguenze che la guerra lascia dal punto di vista urbano. Quella traccia indelebile che negli anni ripercorrendo strade, luoghi e osservando edifici rievoca una data e un episodio. È certamente un concetto associato alle guerre dell’ epoca contemporanea/moderna. Oggi la guerra oltre a voler conquistare territori è una vera e propria strategia anti-città. Paradossalmente, esse accompagnano il progresso e ogni forma di evoluzione sociale; un’analisi certamente balorda ma gli eventi e l’evoluzuine storica, purtroppo, lo testimoniano. Aberrante pensare che si inizia a colpire le persone per distruggere la città al fine di raggiungere l’ effettivo l’obiettivo.
Il termine fu coniato da un gruppo di giovani architetti negli anni “90 durante la guerra in Jugoslavia. Urbicidio: uccidere la citta; urbe. Simboleggia il massacro dell’identità, i riferimenti sociali e culturali. Nel concetto si può includere ogni aspetto astratto e prettamente emotivo legato al luogo oltre la persona fisica. Parlo di memoria, tradizioni, profili architettonici e cromatici. Oltre la memoria la rinascita come accade col restauro.
Ad esempio: Belgrado è stata rasa a suolo circa 40 volte e rinata con nuove vesti. Capitalista con Milosevic ma prima romana, poi serba e anche socialista. Alcuni palazzi hanno mantenuto lo stato rievocativo in segno di memoria, altri completamente ammodernati altri ancora abbattuti e ricostruiti col profilo dello stato attuale.
Non è accaduto lo stesso a Sarajevo. La guerra ha distrutto e la città ha ricominciato da capo trasformando la propria identità in un’ottica inclusiva e multiculturale; affidando il destino nelle mani di nuove generazioni. Un atto di conquista e fiducia. Ha certamente, mantenuto la tradizione dello stile architettonico utilizzando materiali più sofisticati.
Pertanto, ogni luogo attraverso lo stile i monumenti, gli edifici ed il decoro raccontano di noi. Le guerre non vogliono che si racconti, il loro obiettivo è distruggere. L’ uomo diffonde attraverso il dialogo, le immagini la testimonianza di un pezzo di vita che ha modellato la propria identità. Quei luoghi che raccontano nel tempo il tempo passato; nei secoli fonti di ispirazione; gli stessi che rafforzano il senso di appartenenza e l’identità di ognuno. Ed è proprio questa la logica morale da contrastare a favore di un’ ottica maledetta di cambiamento; perché conquistare è più importante che appartenere.

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