PIEDIMONTE MATESE, TRE ANNI DALLA MORTE DI ENZO QUINTAVALLE, ARTIGIANO COL NAPOLI NEL CUORE

Emiddio Bianchi. Piedimonte Matese. La generazione dei piedimontesi di oggi neppure sa chi fosse. Se ne andò via dal paese che amava quando la crisi che colpì l’artigianato matesino cominciava a far chiudere le prime botteghe. Enzo capì subito che il lavoro che amava, come tutta la sua famiglia di artigiani del rame, non gli avrebbe più consentito un lavoro sicuro e cominciò a pensare a una nuova avventura per la sua vita. Amava il calcio, amava soprattutto il Napoli, forse più del rame che gli dava da vivere. Lo aveva praticato da difensore arcigno di fascia destra nella squadra di “Carapellese”. Quando decise di chiudere bottega ebbe un’idea geniale: trasformò il suo negozio  di Porta Vallata nel primo Club Napoli dell’alto casertano, intitolato a Ciro Ferrara. All’inaugurazione riuscì a far venire a Piedimonte lo stesso Ferrara e persino Laurent Blanc, pilastro del Napoli e futuro tecnico e capitano della nazionale francese di calcio. Memorabile la trasferta in macchina con altri quattro intrepidi tifosi a Monaco di Baviera al seguito di Maradona, come pure i festeggiamenti per lo scudetto della sua squadra del cuore. L’avventura del Club Napoli cominciò a vacillare quando un giorno la saracinesca del club, da azzurra fu trovata dei colori di un’altra squadra. Forse decise allora, per lavoro e per il dispiacere, di andarsene definitivamente dalla sua città. Si trasferì a Chiaravalle, nelle Marche, e da allora nessuno seppe più niente di lui. Alcuni scarni manifesti annunciarono la sua morte, giunta al termine di una lunga malattia. Era il 6 di giugno del 2019, giusto tre anni fa.

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Vice Direttore di Casertasera.it. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e condotto, per molti anni, trasmissioni radio e tv.

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