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RUBRICHE – L’ABORTO, COME DEVE ESSERE CONSIDERATO? UNA LETTRICE CI SCRIVE

Gentile Dott.ssa Roberta, ma cosa è stato e come dovrebbe essere considerato l’aborto?

Lilli R.

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* Roberta Marra|Gentile Lettrice, dopo anni di leggi e “battaglie” femministe tra obiettori di coscenza e opinioni avverse e contrarie, torna agli onori dei dibattiti socio-politici  ” l’aborto “; per dirlo col gergo contemporaneo dei teenager ” fa specie” assistere a tale discernimento di idee e presupposti. È nella società 2.0 che l’aborto è ancora un caso sociale e non è contemplabile come una scelta.
Meraviglia assoluta, apprendere che tale ” scompiglio” arrivi anche oltreoceano; negli Stati Uniti d’ America, il continente liberale ed esportatore di Democrazia.
Dinamica che si argomenta in contesti delicati tali per cui i riflettori avrebbero dovuto spegnersi tempo addirtro. Cosicché c’è solo un presupposto ad illuminare le menti e faro di guida: la libertà di decidere. Ma non è stato cosi, la storia per il diritto all’aborto è una storia di sovvertimento dell’ idea di ” potere e decisione” l’inizio della vera “rivoluzione di genere ” che abbiamo visto consumarsi nel ’68. Una Donna pensante, consapevole ed è per questo, fondamentale prima di ogni cosa, ricordare di rispettare la sua decisione. È un tabù che ha fatto registrare decessi; un giro di affari vero e proprio.
Nel caso Italiano nel 1975 Emma Bonino ed altri esponevti del Partito Radicale si opposero con attenzioni concrete e furono arrestati.
La loro, certamente, opinabile colpevolezza fu quella di aver costituito il CISA (o Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto), che si proponeva come alternativa più sicura rispetto alle cliniche clandestine.
Il tema dell’aborto in Italia ha certamente subito l’influenza dello stato pontificio. La coscienza, la religione e la democrazia. Un bivio per un’unica morale tocca l’ intimità più indiscussa e che mai devevessere dubitata. Un giudizio in un tabù; silente eco che nel cuore di ogni Donna ricorda una responsabilità verso sé stessi ed il mondo che non può esprimere come vorrebbe.
Mi limiterei pertanto all’assistenzialismo e al rispetto, fornendo strumenti adeguati per qualunque sia la scelta e lascerei alle epoche ormai passare il mero ed insoluto “giudizio” .

 *Dott.ssa Roberta Marra, laureata in Sociologia presso l’Università degli studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, con tesi di laurea in “ Diritto alla riservatezza e d’informazione: vizi e virtu’ della comunicazione giornalistica.
Master di specializzazione in psicologia giuridica pedagogia con tesi dal titolo: “Lo stalking tra reato e patologia, ossessione e sentimento personalità e dinamiche socio relazionali”

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