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SANITA’ SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI. INTERVISTA AL VICE PRESIDENTE NAZIONALE ANAAO GIULIO LIBERATORE

Lorenzo Applauso|La sanità italiana e di conseguenza anche quella locale è sempre piu’ sull’orlo di una crisi di nervi: carenza di personale nei punti nevralgici come i pronto soccorso, una medicina territoriale che a due anni dal covid non registra miglioramenti, la telemedicina rimane un sogno  e con all’orizzonte, speriamo di sbagliarci, una nuova ondata epidemica il prossimo autunno. E’ del  Pnrr che non è un semplice acronimo ma una sorta di formula della salvezza che cosa ne sarà? Verranno impiegati fondi per  istituire strutture sanitare  filtro per evitare di ingolfare  i pronti soccorsi, oppure verranno spesi secondo il desiderio del politico di turno  dove non servono? Abbiamo cercato di affrontare lo scottante argomento che interessa tutti i cittadini, senza esclusione di nessuno, il dr Giulio Liberatore, neo eletto vice presidente nazionale ANAAO, il piu’ importante sindacato medico.

  • Dottore Liberatore, qual è lo stato di salute della sanità?

“La risposta alla sua domanda è semplice. Ha ragione: lo stato di salute del SSN, nel complesso, non è dei migliori. Più di 10 anni di sotto finanziamento, con l’aggiunta come corollario di tagli lineari di posti letto e di personale a supporto hanno prodotto danni gravissimi alla tenuta del servizio sanitario nazionale. La pandemia degli ultimi anni, per di più, ha contribuito, in maniera drammatica, al peggioramento di tutti gli indici di performance. Quando hai a che fare con un nemico insidioso, pericoloso ed invasivo, quale si è dimostrato il Covid 19, non puoi far altro che dirottare le risorse rimaste, poche, per i motivi su esposti, verso il nemico principale, trascurando le restanti patologie che, nel frattempo, non sono affatto diminuite di numero, anzi. Ci vorranno anni per calcolare i danni che questa pandemia ha prodotto in termini di mancate cure per tutta una serie di patologie gravi e diffuse, in particolare quelle oncologiche.

La domanda che andrà fatta, necessariamente, a chiunque avrà responsabilità di governo è semplice, quasi banale: si vorrà continuare a mantenere in piedi un SSN, unico e solidale e renderlo fruibile allo stesso modo in ogni regione d’Italia oppure si pensa di cambiare, andando verso un regime privatistico e soggetto alle assicurazioni private? Ecco, la risposta dovrà essere chiara e senza equivoci, in modo tale che ogni cittadino abbia ben chiaro il programma di governo sulla sanità e possa scegliere di conseguenza.

Ricordo a tutti che, dal 2010 in poi, si sono avvicendate al governo coalizioni di vario colore politico e che, i tagli al SSN, li hanno fatti tutti, nessuno escluso”.

  • Non siamo messi bene, nemmeno nella medicina territoriale che è molto importante per evitare di ingolfare inutilmente gli ospedali, nonostante il covid avrebbe dovuto insegniarci qualcosa?

“Per ciò che riguarda la medicina territoriale ed il suo rapporto con la medicina ospedaliera, vorrei essere chiaro. Dopo il DM 70, che normava l’assistenza ospedaliera, si è passati al DM 77 che dovrebbe normare la medicina territoriale e che dovrebbe utilizzare i fondi messi a disposizione dal PNRR che, peraltro, già appaiono pochi e ci si augura che siano ben spesi. Diciamo la verità: non abbiamo bisogno, sui territori, di strutture doppioni o in concorrenza con le strutture ospedaliere. Abbiamo bisogno di strutture che collaborino, che vengano gestite da una stessa mano capace, per carità, e che magari, per esempio, provvedano a filtrare i carichi di lavoro, evitando così di ingolfare il sistema di emergenza-urgenza dei Presidi Ospedalieri. Le potrei citare decine di statistiche che dimostrano quanto siano preponderanti gli accessi inutili ai pronto soccorso che ingolfano di fatto gli ospedali, impedendo ai sanitari di occuparsi di quei casi che hanno realmente bisogno di intervento urgente non dilazionabile”.

  • La situazione nella nostra Provincia e di conseguenza anche nell’alto casertano, registra disagi enormi per i quali, inutile nasconderlo, i cittadini sono preoccupati?

“Certo, sulla sanità della nostra provincia ed in particolare dell’alto casertano e del Matese, non posso che confermare le sue preoccupazioni : se nel resto del Paese ci sono i problemi cui abbiamo accennato, dalle nostre parti ci sono una marea di problemi in più. Il taglio lineare di posti letto, la chiusura di reparti importanti ed il ridimensionamento di altri reparti e servizi hanno prodotto danni incolmabili alle strutture ospedaliere della nostra provincia.

Ho lavorato, nella mia lunga attività professionale in tanti ospedali e posso dire, senza tema di smentite, che anni fa la situazione era certamente migliore. Oltre al taglio di posti letto e di reparti, abbiamo assistito ad un progressivo impoverimento del personale. Alzi la mano chi, fra gli addetti ai lavori, non ricorda gli effetti della gobba pensionistica sulla dotazione del personale di dirigenza e comparto”.

  • Puo’ spiegarci meglio?

“Ogni 10 uscite dal lavoro potevano essere sostituite da 1, massimo 2 subentri. Quanti casi ricordo di primari che son venuti a mancare per quiescenza ed altri motivi che hanno prodotto la scomparsa o il declassamento delle strutture dirette per anni.

Vorrei ricordare che, se pure il PNRR dovesse consentire adeguamenti strutturali o addirittura creazioni di nuove strutture ospedaliere e territoriali, tali strutture avranno bisogno di personale ed attrezzature adeguate. In buona sostanza, un contenitore privo di contenuti non potrà che essere un contenitore vuoto”.

  • Della cosiddetta “Bolla”, ovvero, riservare posti letti per il covid nei vari reparti cosa pensa?

“La recente disposizione della Unità di Crisi della regione Campania, che chiede di riservare il 10% dei posti letto dei reparti per pazienti Covid, manifesta lo stesso problema di fondo: se non ci sono infettivologi o pneumologi nei reparti, che senso avrebbe riservare posti letti senza specialisti adatti alla bisogna?

  • Che scenari, allora ci dobbiamo aspettare per il futuro ?

“Ammesso e non concesso che il governo centrale ed i governi regionali che, ricordo, sono quelli competenti in materia di sanità, dovessero scegliere di tenere in vita un SSN pubblico, unico e solidale, abbiamo una occasione unica e non ripetibile: quella di utilizzare correttamente e senza sprechi i fondi messi a disposizione dal PNRR e, magari, anche dal MES. Sarebbe giunta l’ora (siamo quasi fuori tempo massimo) di dotare il nostro territorio di un posto dove fare atterrare senza problemi una eliambulanza per esempio o magari di fare in modo che funzioni una telemedicina o che, magari, molto semplicemente, si riesca a processare a Piedimonte un tampone per la ricerca del Covid 19, senza dover aspettare che venga portato a Marcianise per essere processato. Diciamo che sarebbe il minimo e che non ci vorrebbe chissà quale spesa, anzi produrrebbe dei risparmi”.

  • Allora cosa si puo’ fare?

“Noi della ANAAO ASSOMED e, sono certo, anche delle altre associazioni sindacali della dirigenza e del comparto, siamo pronti a fare la nostra parte, con proposte e contributi di idee. Arriverà il momento che la parte pubblica, a cominciare dalla politica, sarà disponibile ad ascoltarci, magari abbandonando atteggiamenti dispotici o tesi solo al proprio tornaconto elettorale? Vogliamo sperarlo, anzi, vorrei essere chiaro, siamo pronti a batterci con tutte le nostre forze per ottenerlo. Ne va del futuro del SSN e del SSR e, soprattutto, della tutela della salute di tutti i cittadini”.

 

 

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