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L’ETIMOLOGIA DEL TERMINE “MALINCONIA”

Torna un nuovo appuntamento di Grammaticamente, proseguendo il nostro viaggio con l’etimologia delle parole della nostra lingua.

Protagonista, questa volta, il termine “malinconia” , derivante dal greco mèlanos, ossia nero, e cholè, bile. 

Ippocrate, padre della medicina, sosteneva che il nostro carattere è determinato dalla prevalenza di uno dei quattro umori presenti nel nostro organismo: sangue, flegma, bile nera e bile gialla. Quando a prevalere è la bile nera, avremo di conseguenza un umore nero, triste. Non è un caso il detto “Ho l’umore nero”.

Naturalmente, oggi, possiamo affermare che tale spiegazione fu in un certo senso inventata dai greci per dare una risposta ai vari cambiamenti dell’umore.

Nel corso dei secoli, in particolar modo in epoca medievale, nella cultura cristiana, questi stati di “apatia” e di distacco, vennero considerati come uno  status di inerzia e di rinuncia, dunque negativi; non è un caso che gli accidiosi saranno collocati da Dante nell’Inferno.

Tutto però è figlio del suo tempo, anche la visione dello stato malinconico, appunto, dominando la scena letteraria, artistica e psicoanalitica con Leopardi, Baudelaire, Freud (per fare qualche esempio) andando di conseguenza a ricoprire diverse connotazioni: il tedio, lo spleen, la melanconia, che ad esempio relega l’uomo in una condizione idealizzata del passato, ancorandolo ad un desiderio di cose, eventi, sentimenti, oramai lontani…Oppure, come scriveva Hugo, “La malinconia è la felicità di essere tristi”?

A presto con un nuovo appuntamento!

About Valentina Monte (847 Articles)
Giornalista Pubblicista iscritta all' Ordine dei Giornalisti della Campania

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