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SANITA’ LE PRIORITA’ DA AFFRONTARE CON IL NUOVO GOVERNO

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* Giulio Liberatore|Da pochi giorni è operativa la trasmissione di comando del nuovo centrodestra, per ciò che riguarda governo e parlamento, riferibile alla gestione della salute dei cittadini italiani. Per la verità,stiamo parlando della gestione dello stato perché,come è ben noto,la competenza della gestione della sanità è in capo alle regioni e già questa non sempre è una buona notizia,soprattutto per i cittadini che vivono in alcune regioni, particolarmente in quelle centromeridionali. Volendo poi essere precisi,la quasi totalità delle figure e delle personalità politiche che si dovranno misurare su un problema di non facile soluzione come quello di tenere in piedi un SSN che fa acqua da parecchie parti, fa capo ad un solo partito,quello di FdI,visto che la presidente del Consiglio dei Ministri,il ministro della salute ( anche se tecnico), l’unico sottosegretario del ministero competente ed il presidente della Commissione Affari Sociali del Senato sono direttamente riconducibili a quel partito. Naturalmente,come vice presidente della maggiore associazione sindacale della dirigenza medica e sanitaria ma,ancor di più,come cittadino residente in una zona interna di una regione meridionale dove le carenze strutturali si sentono e come,sono fortemente interessato al tema e credo che tutti i cittadini dovrebbero interessarsi al tema perché la salute è ( o dovrebbe essere) un bene primario garantito dalla Costituzione e tutti,e sottolineo tutti, dovrebbero essere messi nelle condizioni di potersi curare al meglio,senza differenze di latitudini geografiche o di condizioni economiche,cosa che purtroppo spesso non succede. Come già accennato,quella del salvataggio del Servizio Sanitario Nazionale unico e solidale non è un’impresa da poco,anzi… tanto è vero che più di qualcuno sta ragionando sulla possibilità di ricondurre in capo allo stato centrale le funzioni, visto il fallimento della gestione su base regionale. Non abbiamo di certo la velleità di addentrarci nella discussione di un tema scottante e parecchio divisivo come la modifica del titolo V della costituzione,ma qualche priorità in tema di salute vorremmo proporla al nuovo governo ed al nuovo parlamento,priorità resa evidente e necessaria anche alla luce del PNRR di cui tanto si discute… e precisando,naturalmente,che il nostro giudizio sul loro operato sarà ispirato esclusivamente dai fatti,cioè su quanto sarà fatto o non sarà fatto; il giudizio basato su temi ideologici oramai appare desueto,per tanti motivi che appaiono oltremodo complessi e,forse,inutili da ricordare. Come dicevamo,il tema del PNRR è uno di quelli prioritari e,con esso,lo diventa quello della medicina territoriale e del suo rapporto,necessariamente interconnesso con la medicina ospedaliera. Diciamocela tutta : uno dei fallimenti della sanità pubblica degli ultimi decenni è stato proprio la mancanza di interconnessione fra ospedale e territorio e non è che il DM 70 ed il DM 77 siano stati o siano attualmente un viatico certo per la soluzione di questo problema. Certo è essenziale un presto e corretto utilizzo dei fondi messi a disposizione dal PNRR e la necessità che tutto questo venga adeguatamente normato pare ormai decisamente improcrastinabile… tuttavia,la sensazione che,nel nostro paese ed in particolare in alcune regioni,tutto ciò sia percepito come la possibilità di spendere fondi solo per spenderli e senza particolari obiettivi o competenze rimane sempre presente ed aleggia come un pericolo costante. Anche qui,diciamocela tutta : l’utilizzo di fondi per interventi edilizi su case della salute ed ospedali di comunità con annessi fondi per attrezzature e servizi non appare scevro da condizionamenti e rischi. La sensazione che si possano creare inutili doppioni e cattedrali nel deserto rimane intatta… la storia recente e passata del SSN ce lo ricorda. La possibilità di creare nuovi compartimenti stagni e strutture inutili che non collaborino tra di loro rimane un costante pericolo. Permane una sensazione di perenne inadeguatezza nella risoluzione dei problemi ed una altrettanto pericolosa sensazione di continuare ad essere autoreferenziali e senza prospettive di visione futura di un percorso sostenibile e,soprattutto,possibile e realizzabile pienamente piuttosto che sulla carta. Rimane,infine,una certezza di cui si parla sempre e su cui quasi mai si agisce : nessuna rivoluzione copernicana sulla sanità e nessun DM o PNRR si potrà mai realizzare senza un adeguato contributo in termini di assunzione e valorizzazione del personale. E,per di più,va assolutamente affrontato il tema di come contrattualizzare questo personale. Il tema della dipendenza o della convenzione appare non più rinviabile,come non appare più rinviabile il tema dell’utilizzo della medicina gestita dall’Università con gli annessi corollari della formazione del personale… Un contenitore vuoto non potrà mai essere la soluzione di un problema,riempire di sostanza e di contenuti la medicina territoriale e quella ospedaliera è una priorità non più rinviabile… la vicenda della medicina di emergenza-urgenza ne è la plastica rappresentazione. Naturalmente, nel discorso sulla contrattualizzazione, appare assolutamente evidente che non è accettabile un rapporto a cottimo come si sta ultimamente vedendo nei nostri servizi di emergenza. Ogni genere di rapporto,dipendenza,convenzione,va regolato e normato e,vivaddio,anche adeguatamente retribuito…non credo si possa seriamente pensare di fare le nozze con i fichi secchi….: Buon lavoro,ministro Schillaci,buon lavoro,sottosegretario Gemmato,buon lavoro,presidenti e componenti di commissioni parlamentari competenti. Non vi invidiamo perché si tratta di un qualcosa che,al solo pensiero,fa tremare i polsi… la vostra mission dovrà essere quella di salvare il soldato SSN. Contiamo sul fatto che la destra sociale vuol bene alla medicina pubblica e si adopererà nel mantenimento del servizio sanitario nazionale unico e solidale,declinato allo stesso modo in tutte le latitudini di questo bello e sventurato paese… Per questo motivo moduleremo il nostro giudizio sul vostro operato sui fatti concreti,non è più il momento di parametri ideologici che appartengono,ormai,al secolo scorso… aspettiamo i risultati e,se proprio dobbiamo fare benchmark sui servizi sanitari,facciamolo su quelli migliori del nostro,in termini di finanziamento e produttività…

* Dr Giulio Liberatore Vice presidente nazionale ANAAO Assomed,Associazione Medici Dirigenti.

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