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DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO, LUNEDI NUOVO INCONTRO DEL SINDACO ALLA SCUOLA VITALE

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Piedimonte Matese. Sviluppi ulteriori a seguito dell’assemblea che il sindaco di Piedimonte Matese ha avuto ieri con genitori e docenti in merito alla possibilità di accorpare la scuola media Ventriglia alla scuola media Vitale. Questo per dare maggiore sicurezza ai ragazzi poiche’ la vecchia struttura ha un indice di sicurezza bassissimo, per spiegarla in termini semplici, tanto da non risultare a norma. I genitori sono di un avviso diverso ma l’iter dell’amministrazione va avanti tanto che il primo cittadino ha inviato stamattina una nota all’Istituto  Ventriglia,  alla Dirigente scolastica e al Presidente del Consiglio d’Istituto che riportiamo di seguito.

LA LETTERA

“A seguito dell’incontro intercorso- SI LEGGE –  in data 24.11.2022, nel premettere che:è intenzione di questa amministrazione rendere noto a tutti i genitori degli studenti, al personale docente e al personale ATA lo stato degli immobili scolastici di proprietà di questo Ente e che è stato programmato analogo incontro per il prossimo lunedì con gli istituti Vitale e Piedimonte Matese 2; tale necessità consegue all’aggiornamento della valutazione e verifica della sicurezza e vulnerabilità simica degli edifici scolastici, a seguito della emanazione del tecniche per le costruzioni; .M. del 17.01.2018, che ha ridefinito le norme il nostro Comune, come noto, è classificato (per la pericolosità sismica) in zona 1, la più ericolosa in assoluto, con una probabilità alta che capiti un forte terremoto.

PIU’ DI 190.000 EVENTI SISMICI NEGLI ULTIMI 30 ANNI CHE PREOCCUPANO

Ricordo che negli ultimi 30 anni la rete sismica nazionale ha registrato iù di 190.000 eventi sismici in Italia e nei paesi confinanti, di cui ben 45  che hanno avuto una magnitudo Richter pari o superiore a 5.0. Il nostro Comune nel lavoro “the forgotten vulnerability” pubblicato sull’International Journal of Disaster Risk Reduction viene inserito in una graduatoria di pericolosità assoluta in Italia al 99 esimo posto, in ragione anche dei gravi eventi registrati in passato; gli studi condotti dall’INGV evidenziano che solo 6 italiani su 100 hanno una percezione adeguata del pericolo presente sul territorio italiano. Rimarrò sempre esterrefatto e estremamente preoccupato quando ascolto commenti quali: “ma non è mai succe so nulla di grave”, “nell’80 non sono cadute le scuole”, “quel palazzo ha le mura spesse e non può cadere”; da quando ho assunto la carica di Sindaco di  questa  meravigliosa  Città sento  il  peso,  unitamente  ai  miei  compagni  di  avventura,  della responsabilità assunta e potremo accettare solo rischi che è possib le controllare, con una esposizione, laddove sia inevitabile nelle more degli adeguamenti, volontaria e cosciente, ma non accetteremo mai che i nostri concittadini siano esposti involontariamente al rischio, senza consapevolezza e senza la ricerca di possibili, laddove ve ne siano, rimedi; occorre evidenziare che l’altro grave rischio presente sul nostro territorio, quello idro eologico, si fronteggia con la prevenzione assoluta, senza alcun tentennamento e nella consapevolezza dei disagi” cagionati ai nostri studenti, chiudendo, purtroppo, tutte le scuole ogni qualvolta l’allerta sarà arancione o rossa, in riferimento, soprattutto, ai plessi ricadenti o prossimi alla zona rossa. Il rischio sismico è, invece, totalmente diverso, in quanto non è prevedibile e la prevenzione può essere attuata solo costruendo edifici che, non empiricamente, hanno, scientificamente, un elevatissimo grado di sicurezza sismica; l’edificio di via Coppola, storica sede dell’Istituto Ventriglia, a seguito degli interventi di miglioramento sismico, NON DI ADEGUAMENTO, progettati da professionisti di alto spessore professionale e morale (per quanto puntigliosi e attenti) entro i limiti di spesa imposti dall’amministrazione comunale, ultimati in data 20.03.2017 (con certificato di collaudo statico inoltrato alla Regione Campania, ufficio del Genio Civile di Caserta, prot 2017 0281817 del 18.04.2017), ha conseguito un miglioramento sismico con un incremento dell’indice di rischio, calcolato come rapporto tra l’accelerazione al suolo sostenibile e l’accelerazione al suolo di riferimento per lo stato limite di salvaguardia della vita, da 0,102 a 0,309 (come certificato nel documento richiamato, ovvero si consegue il 30% dell’obbiettivo di salvaguardia della vita umana).

L’INDICE DI SICUREZZA DEVE ESSERE NON INFERIORE 1

Un istituto scolastico, a parere dello scrivente, deve avere sempre, senza se e senza ma, un indice non inferiore a 1, ovvero occorre, quanto meno e sempre, garantire ai nostri figli almeno la salvaguardia della vita in caso di evento sismico, mentre studiano in un edificio pubblico. Ciò ovviamente nel nostro paese non è stato possibile per ragioni economiche o, a mio parere, invero, per errata e grave mancanza di strategia e visione, e le norme tecniche e la giurisprudenza (tra l’altro controversa) hanno di volta in volta ridefinito parametri minimi transitori in attesa degli adeguamenti, comunque necessari e obbligatori; nel corso degli ultimi anni sono state diverse le indagini e i rinvii a giudizio, per i reati di cui agli artt. 110 e 328 del codice penale, per non aver, gli amministratori comunali, immediatamente chiuso, adottando una ordinanza contingibile e urgente ai sensi dell’art. 54 del D.lvo 267/2000, le scuole che evidenziavano un indice di rischio inferiore a 0,6, previsto quale limite dalle NCT del 2018; il parametro di 0,6 non vuol dire scuola adeguata ma minimamente migliorata sempre nell’ottica dell’adeguamento necessario che si consegue con un indice minimo di 0,8; giurisprudenza ultima ha statuito che l’obbligo di salvaguardia rilevante ai sensi dell’art. 328, comma 1, codice penale, non sussiste, dovendosi escludere il fumus commissi delicti, quando è in corso di programmazione un intervento di  adeguamento sismico. Ovvero il mero  carattere probabilistico e astratto del parametro espresso dall’indice di sicurezza non assumerebbe valenza autonoma, trattandosi della definizione di un rischio diacronico che proietta la sua funzione sul piano della programmazione degli interventi edilizi necessari all’adeguamento (non miglioramento) piuttosto che su quello della diagnostica del rischio. In tal caso, in parole povere, il Sindaco non è stato perseguito in quanto aveva avviato azioni amministrative tendenti alla risoluzione del problema, ovvero ha adempiuto all’obbligo di programmare specifici doveri di programmazione ai quali non potrebbe sostituirsi un intervento sindacale impeditivo dell’uso del bene pubblico. Ovvero si salvaguardava il Sindaco perché aveva previsto interventi di adeguamento che non avrebbe potuto eseguire in caso di un intervento sindacale impeditivo dell’uso del bene pubblico;una controversa e articolata interpretazione della norma che consentirebbe l’uso della scuola in presenza di un programma di interventi programmati che devono comunque garantire un adeguamento strutturale dell’immobile nel tempo, conseguendo, almeno, un indice di rischio pari a 0,8; orbene, nel caso in esame, l’istituto è stato oggetto di interventi per circa 1 milione di euro per conseguire un indice di rischio pari a 0,3 ed, in astratto ma non nella realtà, a seguito le verifiche condotte dallo scrivente con l’ausilio dei tecnici, si potrebbe conseguire un indice di rischio di almeno 0,6 (senza un reale adeguamento che è comunque necessario conseguire con le azioni programmatiche, per quanto previsto dalla norma) solo nel caso in cui sia completamento rimossa e ricostruita la copertura e siano realizzate le sotto fondazioni. Astrattamente possibile ma praticamente impossibile, anche per la impossibilità e la inopportunità di demolire e ricostruire l’immobile vincolato storicamente; la scuola elementare di Madonna Del Pozzo è stata anche essa oggetto di valutazione e verifica della sicurezza e vulnerabilità sismica, con un indice di rischio calcolato pari a 0,369 per il corpo di fabbrica in muratura e di 0,467 per il corpo di fabbrica in cemento armato; in questo caso, per la peculiarità dell’immobile, è possibile un intervento di miglioramento nei limiti minimi minimi previsti dalla norma;

LA SCUOLA VENTRIGLIA E’ FREQUENTATA DI 178 STUDENTI

la scuola in via Coppola attualmente è frequentata da 8 studenti della scuola dell’infanzia, da 98 studenti della scuola elementare e da 72 studenti della scuola media, per un totale di 178 studenti; il Comune è risultato beneficiario di un congruo finanziamento per adeguare (non migliorare) sismicamente e rendere agibile la scuola Principe Umberto, scuola storica del quartiere Vallata; il Comune risulta primo in graduatoria, stilata dalla Regione Campania, per il progetto di realizzazione del polo scolastico presso i salesiani, che accoglierà tutti gli studenti frequentanti le scuole elementari e medie; il progetto sarà finanziato a breve, avendo concluso le valutazioni di verifica della sicurezza e vulnerabilità sismica degli edifici esistenti, pre requisito necessario e inizialmente solo auto attestato, con l’aggiornamento richiesto dalla Regione alla NCT del 2018; nella futura programmazione del dimensionamento scolastico, pertanto, si avrà un unico polo scolastico, con un immobile con indice di rischio maggiore di 1, finalmente adeguato e pienamente efficiente e moderno, e con scuole dell’infanzia totalmente adeguate presso il quartiere Vallata, a Sepicciano (per la quale abbiamo ricevuto il finanziamento per l’adeguamento sismico), a Cupa Carmine (già adeguato) e in via Aldo Moro (edificio per il quale a breve riprenderanno i lavori di completamento); elementari e medie in immobile unico e infanzia nei quartieri con un sistema di trasporto pubblico che sarà attivato nelle prossime settimane; il dimensionamento scolastico, a differenza di ciò che viene detto da chi parla di posti di lavoro e poltrone per dirigenti, deve necessariamente prevedere la soppressione di uno dei tre istituti compresivi ricadenti nel nostro territorio, per le seguenti ragioni: 1) è compito delle amministrazioni ridurre sprechi inutili; 2) la deroga al numero minimo di studenti per istituto (che sarà probabilmente strutturale) è stata istituita per salvaguardare la soppressione di istituti comprensivi ricadenti, come nel nostro caso, in aree interne montane e non certo per aumentare, senza necessità, il numero di istituti presenti nella medesima città, che dispone, come nel nostro caso, di un numero adeguato di studenti; ovvero io posso derogare se non riesco a garantire la sopravvivenza dell’unico istituto presente e non per aumentarne il numero senza motivo, visto che la disposizione di carattere generale dispone che un istituto è ben gestito con un minimo numero di studenti pari a 600; 3) i nostri istituti sopravvivono con logiche di assoluta inefficienza: (a) l’istituto Ventriglia gestendo delle aule del plesso di via Caruso per 57 studenti della scuola dell’infanzia, con una inefficiente gestione per la commistione tra due istituti nel medesimo plesso e ulteriori aule nel plesso di Sepicciano per 37 studenti, sempre della scuola dell’infanzia (sui 415 complessivi e pertanto, sottraendo questi studenti che per logica andrebbero gestiti da un unico istituto, ridotti a 321); (b) l’istituto Vitale non dispone di una scuola dell’infanzia, non configurandosi, dunque un istituto comprensivo; risulta necessario pertanto istituire due istituti comprensivi in luogo dei tre esistenti, di cui uno solo (l’istituto comprensivo Piedimonte  Matese 2,  Castello  e San Gregorio)  con  numeri adeguati senza particolari manovre inefficienti e inopportune, e la giunta discuterà di una proposta di dimensionamento che prevede due istituti per circa 600 studenti ciascuno, ottimizzando e rendendo efficiente la gestione, senza la commistione attuale, con il solo obbiettivo di favorire la formazione e non certo il numero di dirigenti presenti nella città, che, a parere di qualcuno, è politicamente un evento rilevante o di prestigio; l’edificio di via Caso della Vitale ha conseguito, a seguito degli interventi giù realizzati, un indice di rischio appena superiore al minimo previsto dalla normativa ma di oltre il doppio di quello del plesso di via Coppola; l’edificio di via Caruso, escludendo i padiglioni mensa, palestra e segreteria, registra un indice di rischio appena sufficiente, nei limiti minimi della norma, seppur complessivamente non adeguato; è pertanto ovvio, che in  una comunità priva  di faziosità e di interessi di parte, occorre discutere serenamente su come affrontare la questione senza vincoli ideologici, astrattamente accettabili in riferimento alla identità di quartiere, ma soprattutto accettando l’ineluttabile realtà dei fatti, dimenticando la mera politica del consenso che impone, appare sempre evidente, agli amministratori dire ciò che i cittadini vogliono sentirsi dire, senza proporre soluzioni e rimedi anche quando la realtà appare chiara e inequivocabile; appare del tutto ovvio che i genitori degli studenti non erano a conoscenza del rischio; noi abbiamo terminato le verifiche (ovvero increduli abbiamo ripetuto le verifiche e analizzato i possibili interventi di adeguamento ulteriori) in questi mesi ma chi ci ha preceduto era ben consapevole e cosciente del rischio a cui sottoponiamo i nostri figli; noi siamo i primi a dirlo pubblicamente e fronteggiando i cittadini in pubblica adunanza, perché l’amministrazione compie il suo dovere quando affronta i problema e non quando parla, tanto ma senza far nulla, solo il  linguaggio del consenso, volto  al mantenimento dello status quo (che è l’unico strumento per non cambiare niente e mantenere il consenso, cosa che ovviamente avremmo potuto fare anche noi, con più serenità di vita, per conservare la fiducia ricevuta alle ultime elezioni). Domandatevi se, nel corso degli ultimi anni, siete mai stati informati, al fine di assumere decisioni consapevoli: dello stato degli immobili destinati a istituti scolastici; del mancato adeguamento dell’immobile di via Coppola che in verità è stato annunciato, con tanta enfasi, alle celebrazioni di inaugurazione senza precisare che si era realizzato un mero ed insufficiente intervento di miglioramento. Noi continueremo ad agire secondo coscienza ed incuranti della faziosità e delle strumentalizzazione ed anche, soprattutto, del dissenso di breve periodo, perché siamo certi di condurre una azione per il territorio e non per noi stessi, per la nostra popolarità o per la nostra insulsa visibilità; tutto ciò premesso si invita la dirigente e il consiglio di istituto, avendo adempiuto il nostro obbligo di informarvi compiutamente: di verificare lo spostamento, ad horas, di una parte degli studenti che frequentano il plesso di via Coppola nei plessi, anche di altri istituti, che hanno disponibilità di aule, sulla base delle indicazioni che vi abbiamo fornito;di programmare, per la restante parte degli studenti, il trasferimento presso l’edificio denominato Principe Umberto, conseguentemente alla esecuzione programmata dei lavori di adeguamento, indicando il numero di aule necessarie e confermando l’azione programmatica in corso; qualora sia  confermata,  invece,  la  vostra contrarietà al  trasferimento  degli studenti,  ad  inviarci  il provvedimento adottato con eventuale documentazione giustificativa. Si dispone, tenuto conto dell’urgenza, di fornire riscontro entro e non oltre il 02.12.2022.

 

 

 

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