fbpx

8 SETTEMBRE SAN CORBINIANO

ASCOLTA L'ARTICOLO

La fonte più importante su Corbiniano è la sua Vita scritta da Arbeone, vescovo di Frisinga (m. 783), su richiesta di Virgilio, vescovo di SalisbUrgo, in occasione della traslazione del corpo del santo, avvenuta nel 765. Eccellente testimonianza per quanto riguarda i rapporti di Corbiniano con i duchi di Baviera, essa è però meno sicura per quel che concerne l’origine e l’inizio della sua opera missionaria.
Secondo Arbeone, Corbiniano nacque a Castrum nel territorio di Melun, località identificata con Chátres (oggi Arpajon), ma gli studiosi sono diffidenti verso questi dati. La sua vita e l’opera da lui svolta rientrano nel quadro delle missioni irlandesi sul continente e per questo Corbiniano è ritenuto un monaco insulare. Anche la duchessa Pilitrude, che egli aveva richiamato all’osservanza delle leggi canoniche, lo dice: “Britannorum genere ortus”. Dopo aver trascorso un periodo di vita ascetica, Corbiniano si portò a Roma, presso Gregorio 11, al quale stava molto a cuore l’evangelizzazione della Baviera. Neppure tale notizia è sicura, in quanto il biografo sembra anticipare in favore di Corbiniano i rapporti di s. Bonifacio con Roma, anzi lo Schneider e il Krusch non accettano il viaggio di Corbiniano alla volta di tale città. Lo Schneider, poi, attribuisce all’immaginazione fertile del biografo i sentieri segreti che il santo avrebbe seguito per passare i monti. Corbiniano, arrivato in Baviera, fu bene accolto dal duca Teodone e dal figlio Grimoaldo, residenti a Frisinga, e gli fu concesso di esercitare il suo apostolato di vescovo missionario. Egli si stabilì prima a Maia presso Merano, per la devozione a s. Valentino, un antico vescovo della Rezia, e di lì passò a Frisinga dove venne in urto con Grimoaldo il quale, contro i sacri canoni, aveva sposato Pilitrude, vedova di suo fratello Teobaldo. C. tornò nuovamente a Maia e in seguito a Frisinga, quando a Grimoaldo succedette Ucperto. Ivi, secondo l’usanza celtica, dimorava in un monastero, S. Maria, diventato poi cattedrale della diocesi. E’ detto primo vescovo di Frisinga, ma erroneamente perché tale diocesi fu eretta da s. Bonifacio non prima del 739. Il nome di Corbiniano vescovo appare la prima volta nel libro delle confraternite di S. Pietro di Salisburgo, risalente al 784.
Morì l’8 settembre del 725, o poco dopo, e fu sepolto a Maia, presso la tomba di s. Valentino, secondo il suo desiderio, e verso il 765 il vescovo Arbeone ne fece trasportare il corpo a S. Maria di Frisinga. Un breviario della stessa città, dei secc. XIII-XIV, ricorda la traslazione delle reliquie al 20 novembre. Da allora il santo riposa nella cripta della cattedrale. Il suo giorno abituale passò nel Martirologio di Beda del cod. ora Monacense 15518 e, da questo, nel Martirologio Romano. In una litania di Frisinga, conservata in un manoscritto della seconda metà del sec. X, il nome di Corbiniano è scritto in lettere maiuscole. Nel 1710, una reliquia insigne fu inviata a Chátres-Arpajon. Ad Hótting, nei pressi di Innsbruck, in una cappella eretta in suo onore, si venerava il sangue uscito dal naso del santo durante il trasporto da Frisinga a Maia; raccolto in una ampolla era stato inumato, ma durante la traslazione del 765 era stato ritrovato e onorato nella cappella. Poiché il giorno anniversario della morte di Corbiniano era dedicato alla natività della Vergine, la festa del santo era stata spostata al giorno seguente, 9 settembre.


Autore: 
Filippo Caraffa

 

 

 

 

About Redazione (16168 Articles)
Redazione di Casertasera.it Email: redazione@casertasera.it

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: