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VIDEO|PIEDIMONTE MATESE: CHRISTIANA RUGGERI AL FESTIVAL DELL’ERRANZA

Piedimonte Matese. Cala il sipario sulla V edizione del Festival dell’Erranza, un’ edizione che ha visto protagonista il dono, inteso come gesto di gratuità e generosità che crea profondi legami sociali tra chi dona e chi riceve. Tra i vari ospiti che si sono alternati, la giornalista del tg2 Christiana Ruggeri ha raccontato alla collega Mary Attento e ai presenti la tragica situazione del carcere venezuelano di San Juan de Los Morros attraverso il suo libro I dannati- reportage dal carcere venezuelano più pericoloso del mondo, ispirato a una storia vera. I dannati potrebbe sembrare un titolo estremo, ma il libro è difatti ambientato in uno scenario infernale che nega ogni speranza a chi entra.
Il PGV, Penitenziario Generale del Venezuela, non rappresenta uno strumento di lotta alla corruzione, semmai ne è la roccaforte dove le guardie della Policia Bolivariana non entrano e dove i narcotrafficanti organizzano in piena libertà la raffinazione della droga. In quel luogo, dove il fine vita arriva prima del fine pena, Rico, uno dei tanti piccoli spacciatori destinati alla morte, incontra la goccia bianca, Suor Neyda, l’unica che da anni si reca nel penitenziario per portare un barlume di speranza e di umanità. “La goccia bianca – spiega la giornalista – è l’unico essere vivente ad entrare in quella struttura infernale. Senza la goccia bianca più della metà dei giovani disperati sarebbe morta. Suor Neyda è quindi un dono per quei detenuti”.
Nel libro Rico diventa testimone della negazione di ogni diritto umano e della vita stessa, facendosi portavoce di una tragedia corale, di storie, vicende circoscritte all’interno di un penitenziario che conduce i dannati ad uno status di passività e al contempo di ferocia. Per sopravvivere a questo scenario abominevole e dare un senso ai suoi giorni, Rico raccoglie di nascosto le storie di quei diavoli condannati. Dalle pagine emergono figure come Francisco Guerrero Lorez, squartato vivo e sepolto sotto al PGV, la cui famiglia chiede ancora giustizia. Vane le denunce da parte delle organizzazioni non governative che attendono ancora una risposta dalle istituzioni. Figure come El Trompeta, spacciatore, il Robin Hood venezuelano che donava i proventi della droga alle famiglie più bisognose. Ucciso anche lui nel carcere.
Un reportage che Rico, prima di morire, affida proprio alla goccia bianca. Pagine di denuncia verso un paese – il Venezuela – e verso l’inadeguatezza del sistema carcerario. Alla  fine Christiana Ruggeri considerava che quello che andava raccontato era la storia di persone qualunque che morivano nel dimenticatoio.

RIPRODUZIONE RISERVATA ©

Informazioni su Valentina Monte ()
Giornalista Pubblicista iscritta all' Ordine dei Giornalisti della Campania

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